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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


mercoledì 9 aprile 2008

DESAPARECIDOS 4a parte

Fu come un viaggio di nozze. Lo zio li ospitò in una camera matrimoniale e non chiese altro che la puntualità all’ora di pranzo.
Per il resto erano liberi di andare dove volevano.
Carlos si sentiva trasformato da bruco in farfalla: finalmente volava…
Una settimana dopo, Leila volle cominciare il giro delle interviste, che aveva concordato con le Abuelas de la Plaza de Mayo.
Doveva incontrare alcune nonne, che ancora cercavano i nipoti dati in adozione dalla polizia durante la dittatura di Videla, e alcuni figli di desaparecidos, che, dopo essersi sottoposti alla prova del DNA, si erano trasferiti presso la famiglia d’origine.
Fino a quel momento Leila non aveva mai parlato con Carlos del vero argomento della sua tesi, che era circoscritto agli anni della dittatura (1976-1983), durante la quale erano stati commessi orrendi crimini nei confronti degli oppositori del regime.
Avvertiva che era un tasto molto delicato: Carlos non si era mai occupato di politica, ma era vissuto nella famiglia di un militare, probabilmente devoto al regime sotto il quale aveva servito.
Per la prima intervista Leila si recò in un caseggiato popolare, accompagnata da Carlos.
Aprì la porta un giovane alto e magro, che vedendo Carlos rimase un istante interdetto, prima di salutarlo calorosamente:
Carlos, come mai qui? Quando sei arrivato?
E tu, Raul, che ci fai qui? Sei amico del ragazzo che lei deve intervistare?
Ma sono io quello che deve parlare con lei, e non mi chiamo più Raul, ma Juanito.
Ma che dici? Che significa? incalzò Carlos, che aveva studiato con lui al Conservatorio e conosciuto la sua famiglia, i Duarte, una delle prime della città.
Cominciamo, tagliò corto Leila, col registratore pronto.
Sì, è meglio, così spiegherò tutto.

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