Oggi alcune mie amiche si incontrano a Napoli e mi hanno fatto partecipe della loro gioia. Mi sono rivista in quei luoghi citati da G., piazza del Plebiscito, un posto dove ho lavorato per un paio di anni, mi sono rivista mentre scanzonatamente camminavo per via Roma, che ora ha cambiato nome, mi sono fermata a piazza Dante (forse si chiama ancora così), dove su una panchina sotto la statua del Sommo, quando non c'era il mercato, mi sedevo a mangiare un panino nell'intervallo insieme ai miei amici e... risate, canzoni, voglia di vivere e di crescere. In quei momenti non pensavo che un giorno me ne sarei andata via (il bagaglio troppo pesante), pensavo qui sono nata e qui ho le mie radici, ma sbagliavo. Non apparteniamo alla terra dove siamo nati, non ne siamo padroni, siamo un passaggio e di passaggio. Una città vicina o lontano è di tutti e questo l'ho capito bene quando me ne giravo per il porto a curiosare sulle navi...Il porto: un via vai di gente di tutto il mondo, un intreccio, quasi una fratellanza, chi approdava a Napoli da terre lontane si sentiva a casa sua ed era bello, conoscevo e parlavo con tutti, anche a gesti, era impossibile conoscere altre lingue, però si comunicava, con un panino, una bibita, un dono, il dono di un sorriso..Ed i marinai..li ho amati per la loro libertà, il loro saper volare di porto in porto, grande fatica, ma amore immenso per il mare..il mio, il loro mare....
Una finestra sul Mondo
Arte - L'immagine del giorno
Astronomia - Un'immagine al giorno
giovedì 12 novembre 2009
lunedì 14 gennaio 2008
sabato 12 gennaio 2008
SLALOM SPECIALE PER EVITARE L'IMMONDIZIA
Ciao a tutti, oggi sono molto amareggiata, ho ricevuto una telefonata da Napoli che mi ha ancora messo di fronte a questo problema, ormai emergenza,che sembra un caso esploso solo ora, invece.....Una persona a me molto cara mi ha detto stamattina che le è molto difficile uscire in macchina, causa i rifiuti per la strada,una montagna esagerata, enorme, che copre quasi tutta la città!!! Si è costretti, in certe zone, ad andare a piedi,con la mascherina per evitare di respirare, almeno in parte,l'odore insopportabile. Ormai se ne parla da 15 anni, l'emergenza attuale, non è una novità, ma l'accumulo di cattiva gestione del problema. Non voglio entrare nel discorso politico-mafioso-camorristico,"del resto tutto si fa per i soldi a certi livelli", posso solo dire, in quanto cittadina napoletana, che è offensivo mostrare le nostre piaghe al mondo, che ci guarda, ci deride,ci umilia,ci commisera. Il problema dei rifiuti, in periferia, esisteva già tantissimi anni fa, ci sono paesi,rioni e zone limitrofe della città dove l'incuria ha sempre imperato.L'ho visto con i miei occhi,ero giovane e già pensavo: un giorno questo si divulgherà anche in città,questi rifiuti verranno abbandonati anche nelle strade del centro.Avrei voluto sbagliarmi, giuro che avrei voluto sbagliarmi......
Pubblicato da
riri
alle
15:44
5
commenti
domenica 6 gennaio 2008
LA SPAZZATURA E' BENESSERE
Leggendo le varie testate giornalistiche sembra quasi che la spazzatura ci stia creando dei "problemi".Ho pensato per un attimo:-ma perchè?Secondo me la spazzatura crea già tantissimi posti di lavoro,quindi crea benessere,dandoci la possibilità di crearne altra.Io abito a Torino,dove si è più civili.E'già iniziata la raccolta differenziata che indiscriminatamente farà aumentare la tassa sui rifiuti,però ci permetterà di avere la suddetta nei cortili o per chi ne fosse sprovvisto sui balconi.Coloro che fossero impossibilitati a spostare i bidoni sulle strade,perchè vengano poi raccolti dall'Amiat, daranno l'incarico ad imprese esterne.
Pubblicato da
Nicolanondoc
alle
13:00
8
commenti
lunedì 24 settembre 2007
Piazza della Ferrovia a Napoli
Ci sono cinque o sei reazioni parallele e/o trasversali
di coscienze itineranti in piazza della Ferrovia,
proprio di fianco alla statua di Garibaldi
Padre della Patria impettito nel suo ruolo di marmo
dove gli emarginati consegnano ai marciapiedi
bruttati di polvere rifiuti escrementi
il peso di corpi stanchi e di stanchi pensieri
bruta sopravvivenza e/o dismisura d'angoscia:
quella del diniego-distrazione-indifferenza
del se fosse per me farei pulizia
(e dove le discariche per questi umani di risulta)
o della pietà mescolata al fastidio
(venti per cento la prima,ottanta per cento il secondo) :
però che spettacoli dobbiamo sopportare,
dell'utopista arreso: ci vorrebbe un mondo
migliore, e intanto fugge (il naso è borghese)
e poi di quelli che semplicemente non vedono
troppo chiusi nel cerchio della loro miserabilità
per avvertire l'urto-urlo di quelle sconfinate miserie
(il collo si porta alto-la vita invece
bassa- le scarpe firmate- che fico Giampiero)
e infine quella non meno aggrinzita della mia anima
malessere e viltà, disagio e impotenza:
- e così la sensibilità mi manda assolta-.
RL
Pubblicato da
riri
alle
13:06
3
commenti
domenica 23 settembre 2007
ALLA SPAZZATURA
,In queste strade
non c'è nulla su cui l'occhio
possa fermarsi e/o riposare
niente che piaccia: i palazzi
tentano invano un decoro borghese
insidiato da crepe rumori,i ragazzi infoiati
a dar calci al pallone fragoroso
o a gridare nel vuoto domenicale
la loro voglia di vincere ma su che cosa
e dappertutto la macchina trionfante:invade spazi
cancella prati esala miasmi rompe i timpani
con la sirena-haimè quanto difforme dal mito-
Ora però a prevalere è il nuovo
arredo urbano dei paesi che cova il Vesuvio
montagnole di putredine-spazzatura:
ecco un effetto perverso del consumismo
e dell'autodeterminazione: nessuno
vuole i nostri rifiuti, dovunque
si tenti sversarli, il popolo
insorge in processioni guidate
dal vescovo locale.
E' un impudico uno sconcio mostrare
della città le sue piaghe segrete:
ostenta non solo fetidi rimasugli
sfasciume di mobili vasellame sbreccato
ma la sua anima ( se pure ne ha una )
altamente incivile e proterva:
mentre leva alti lamenti sui suoi disagi
non si piega a nessun rimedio
o palliativo: la raccolta
differenziata non è inscritta nel suo DNA
ma l'ammucchiata maleodorante ove
razzolano cani tignosi e gatti spelacchiati
( a proposito di zampe, che non ci sia
quella dell'onnipresente e onnipotente camorra )
la gente ha fretta il passo volta la faccia
solo il fruttivendolo indifferente resiste
col suo trirote abusivo carico di merce
e aggiunge i suoi scarti con disinvolta innocenza:
e così affondo nel ventre corrotto di questa
città inospitale, nel suo degrado e putrescenza
presagendo la fine...
R.L.
Pubblicato da
Nicolanondoc
alle
12:56
0
commenti
Etichette: attualità, napoli, spazzatura, vesuvio
