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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


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mercoledì 8 settembre 2010

RITORNO A QUADRELLE

Ho scritto questo resoconto per non stancarmi a ripeterlo e per conservarne una memoria scritta per me.
Un amico poeta mi aveva parlato di un centro culturale sorto a Quadrelle (provincia di Avellino), che promuoveva premi di poesia e di narrativa.
E così quest’anno vi ho partecipato con la terza parte del mio diario, quella intitolata “Ricordi di scuola”, che riguardava appunto l’insegnamento nelle scuole elementari di quel comune, nei lontani anni dal 1952 al 1960.
Ad agosto mi ha raggiunto la notizia di aver vinto il primo premio.
Il 28, giorno della premiazione, sono partita da Villetta Barrea, in Abruzzo (dov’ero in villeggiatura) e sono fortunosamente approdata a Baiano dopo quattro ore di viaggio tra pullman e circumvesuviana.
A Baiano mi attendeva uno dei dirigenti del circolo, che mi ha anche ospitato la notte. E via al Premio, nella corte di un palazzo nobiliare: musiche letture, discorsi…
Era stata diffusa la notizia del mio arrivo ed ecco presentarsi una dozzina di ex alunni ed alunne, ormai ultrasessantenni, con i quali ho concluso la serata e che ho rivisto la mattina dopo: un incontro inaspettato e toccante.
Ed è stato gratificante essere riconosciuta subito…
Abbiamo rievocato insieme tanti episodi del passato, della Quadrelle di un tempo, povera e contadina, ora diventata una cittadina in espansione edilizia, economica e culturale.
Mi hanno dato notizia dei compagni assenti, alcuni defunti, altri emigrati, altri invalidi e/o malati, che mi mandavano i loro saluti…
Mi hanno testimoniato di aver conservato di me un ricordo così affettuoso, una traccia così viva nella loro memoria, che ne sono rimasta profondamente commossa.
Uno, un omaccione alto quasi due metri, mi ha detto che mi ricordava più alta: si capisce, allora era un bambino!
Molte delle donne erano ingrassate e invecchiate alla maniera paesana, qualcuna sembrava addirittura più anziana di me!
Ho ritrovato Teresa che, alunna di prima elementare, appena arrivavo veniva a sedersi in braccio e mi carezzava le calze di seta (sua madre le aveva di ruvida lana) e quelle che avevo portato per qualche giorno a casa mia, al Vomero, e chi ricordava le banane e i datteri che avevo distribuito in classe (allora sconosciuti in paese), chi i soprannomi che affibbiavo loro, chi i quaderni che gli avevo regalato per incollarvi le cartoline dei paesaggi, chi la gara a chi doveva darmi la mano quando mi accompagnavano al pullman…
Ho promesso di tornare.
E quando mi sono ritrovata nel treno per Napoli con tre grandi fasci di rose, finalmente ho pianto tra le occhiate stupite dei viaggiatori (per fortuna rari): avranno pensato che chissà a quale funerale ero diretta…

RITORNO A QUADRELLE

e qualcuno stupiva
non fosse così alta la maestra
come la restituiva
la memoria di quel tempo
arcano (meraviglia e tremori:
fanciullezza)

irruppe una piena di ricordi
dalla lavagna cancellò il presente
con il vecchio cassino
sempre grondante polvere di gesso

e lei rivisse quel perduto
mondo di giovinezza
attenta a quelle menti in fiore
sorprendente dono custodito
nel sacrario del cuore.