Zia Rosina quanto sospirava
trovandomi sempre a studiare:
“che gli presenti, il libro, al marito”
diceva, lei esperta in sottomissioni
e rinunce: badare a – preoccuparsi di
e del mio perditempo rimproverava
il fratello, mio padre, che non aveva
avuto in sorte ahimè figli maschi
e faceva studiare le femmine, come se
al gran da fare che una donna ha in casa:
i bambini il marito le sue esigenze (cioè di lui),
le sue camicie (di lui) da stirare e il resto
una si preparava col libro, oggetto anomalo
indisponente, quasi sconveniente
in mano a una ragazza che deve
saper stare al suo posto, pensare a sposarsi
“e che altro c’è nella vita” sospirava
la zia sulla porta:
era giorno di bucato e il suo maglione (di lui)
ridotto coi gomiti a ragnatela…
Se ora venisse a sapere che un libro
mi sono provata addirittura
a scriverlo io, mettendoci dentro anche lei
certo scuoterebbe ancora la testa mormorando
contro i tempi cambiati e le ragazze;
“ma che gli presentano, un libro, al marito…”
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Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.
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lunedì 28 marzo 2011
CHE GLI PRESENTI
Pubblicato da
R.L.
alle
20:11
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Etichette: CHE GLI PRESENTI, poesia
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