Qui finirebbero le mie vacanze, a ferragosto,proprio alle Feriae Augusti, perciò sono tentato di prolungarle. Posso simulare un attacco repentino di colite? Non è dignitoso ma possibile, ho mangiato troppo melone gelato ( bisogna consumarlo se è stato nel freezer, altrimenti è da buttar via ), ho bevuto troppe bibite ghiacciate per difendermi dall'arsura, ho consumato troppi gelati e granite davanti allo "Snack bar" qui in piazza, ascoltando (ma l'ascoltavo?) la banda mercenaria, anzi il "Concerto bandistico della città di Cimitile" che difende fragorosamente dal podio gli ultimi brandelli del "Trovatore", gli ultimi sussulti della "Cavalleria rusticana" contro gli assalti ormai vittoriosi dei "Condor", dei "Rockers", dei "Mops" dal vicino "Night di U'Saracino". Il novantanove per cento delle chiamate che di estate riceviamo dai villeggianti sono per casi di coliti, mi dice con competenza il dottor Mazzella. Se chiedessi un consiglio al vecchio uomo del posteggio sono sicuro che anche lui mi ripeterebbe con la sua esperienza di contadino di mare - Agosto, capo d'inverno - , come un invito o un ammonimento.
Domani forse veramente pioverà, un temporale improvviso, lampi e grandine. Ma l'altro timore della mia ospite diciottenne si è rivelato infondato. E' andata al balletto delle nove senza cenare ma quasi puntuale, con la sua maglia aderentissima ed i pantaloni alla Capri. Come si fa a perdere un balletto a diciottanni? Ma quel detto che da qualche giorno mi ritorna nelle orecchie...Agosto...
A.G.M.
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mercoledì 24 ottobre 2007
Agosto ad Agropoli...fine
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riri
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martedì 16 ottobre 2007
AGOSTO AD AGROPOLI: continua
Questa casa dove lascio l'auto portando la mia famiglia alla spiaggia ha una felice posizione. Davanti, la strada, e appena oltre, lo stabilimento balneare; dietro, l'orto, un quadrato di verde, il fico la vite l'olmo, e più indietro,le colline.
Qualche anno fa dovevano essere contadini, con appena un pretesto di terra ma già abituati al mare, chè la sabbia scavalca facilmente la strada e la casa per trovare la via dell'orto. Ora hanno ricoperto alla meglio uno spiazzo con una tettoia di stuoie e di frasche, quel tanto che basta ad ospitare una decina di macchine e a ripararle dal sole. Al ritorno dalla spiaggia l'auto non è proprio fresca ma neanche rovente, risparmia un bagno di sudore e vale bene le cento lire del parcheggio. Ma l'uomo che mi viene incontro, oggi anziano, asciutto e segaligno, una camicia aperta e un paio di pantaloni fino alle cosce rugose, ha conservato quel tanto della sua natura contadina per chiedere anticipatamente le sue cento lire.
Io, con la scusa di parcare la macchina in modo da non essere costretto a lunghe manovre al ritorno dalla spiaggia, osservo quasi con golosità la casa e l'orto, la vite l'olmo il fico. La casa è sbrecciata, senza intonaco, con pietre che sembrano incastrate su alla buona, ma davanti alla porta alle finestre e ai balconi sono tese vecchie stuoie colorate e un canotto di gomma di quelli che danno i distributori di benzina con i buoni premio, è appoggiato al tronco del fico: un accostamento tra la pianta più antica, casalinga e conservatrice del mondo - le foglie di fico non sono servite da sempre a coprire le nudità più estreme delle donne e degli uomini? - e il simbolo della più bella fragile e attuale balnearità. Come sarà la casa d'inverno, mi domando quando lo stabilimento sarà stato smontato e le ondate copriranno la spiaggia e il vento avrà strappato le foglie del fico? E che ne sarà del canotto di gomma? L'uomo mi guarda, ha un'espressione critica sul viso bruciato, ha visto certamente manovrare le automobili con maggiore disinvoltura. Proprio accanto alla mia c'è una coupè rosso fiammante, dalla quale, io giurerei, è scesa quella ragazza in due pezzi ( ma starebbe benissimo in topless ) il corpo è superbo, i seni pieni e snelli, le reni asciutte e guizzanti sul bacino che fa da fulcro snodato e intenso a tutta la persona. Le foglie di fico, mi viene da pensare, sembrano mani spiegate, come simbolo sono ormai un fallimento.
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riri
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mercoledì 3 ottobre 2007
AGOSTO AD AGROPOLI ...(CONTINUA)
Le nuvole nere si erano già stemperate intenerite dalla scenografia del tramonto quando scorgemmo l'incendio ,prima un quadratino di fuoco, poi man mano che ci avvicinavamo le fiamme più alte degli alberi che invece sembravano nani proprio in cima alla collina - mia figlia giocondamente ci informò che la gente era tutta scappata dai balconi e dalle finestre spalancate sull' incendio e che il fuoco " GEREMIA" sarebbe stato spento scavando fossi e terrazze, come insegna la televisione dei ragazzi. Sicurezza infantile,un mondo a tinte chiare .
L'estate è fatta anche di incendi, oltre che di sole di mare e di sabbia, di palette e secchielli: oggetti fantastici che si aggrovigliano dietro i visi lentigginosi e il naso spellato dei bambini appena crollano disarticolati e disarmati nel pozzo del sonno. Mia moglie ha un sapore di frutta, pesca o melone gonfio di sole. Gli ultimi pensieri del sonno, il "mellone" a Napoli è di acqua o di pane: immagini quasi carnali , il biondo mellone di pane.
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Nicolanondoc
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martedì 2 ottobre 2007
AGOSTO AD AGROPOLI
Il mare si spiega azzurrissimo,si apre a perdita d'occhio,oggi appena qualche baffo di schiuma ai piedi del torrione lì in fondo (per avvistare un tempo i soliti saraceni?),si stende pigramente lungo la spiaggia,forse fino a Salerno.Più lontano ha un altro traguardo ,forse il Golfo di Napoli.
A suo confronto il cielo è sbiadito,ieri sul Cilento,verso Ogliastro,Laureana,Perdifumo,Rutino,si gonfiava di qualche nuvola nera,temporalesca.-- Domani pioverà!- si lamentava la ragazzina diciottenne che con me e mia moglie si accompagnava ai bambini,che aveva anche una altra paura,di far tardi e di non arrivare in tempo per il balletto alle nove:aveva preparato una maglietta aderentissima e un paio di pantaloni alla Capri:come si fa a diciottanni ad arrivare tardi a un balletto alle nove?
Ma il sole tramontò dietro il monte Stella e noi stavamo ancora rotolando per le colline - mia figlia a un certo punto annunciò che la luna aveva ingoiato metà sole ma l'avrebbe risputato al mattino,e il sole basso all'orizzonte era infatti un mezzo disco di rame.
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Nicolanondoc
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