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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


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lunedì 15 novembre 2010

LETTERA A REPUBBLICA

A: REPUBBLICA NAPOLI LETTERE E COMMENTI
PER CONOSCENZA ALL’ANM (AZIENDA NAPOLETANA MOBILITA’)

Domenica mattina, 17c.m., poco dopo le ore 11,00, sono salita nel pullman R2
targato DL923MD in piazza Garibaldi.
Dietro di me saliva un giovane nero, con uno di quei grandi sacchi celeste in cui portano la loro mercanzia , e subito dopo due controllori che gli hanno chiesto se era fornito di biglietto.
Il nero si è risentito: perché solo a lui quella domanda?, affermando tuttavia di avere il biglietto.
I due controllori non gli hanno dato il tempo di cercarlo e, strattonandolo, lo hanno costretto a scendere dal pullman.
A questo punto io, sporgendomi dalla porta centrale del pullman, ho porto al giovane nero, che stava sul marciapiede, due biglietti (benché fornita di abbonamento, ne ho sempre qualcuno in borsa per i miei nipotini), ma uno dei controllori, afferrandomi per il braccio (!!! ???) mi ha detto che non potevo farlo, perché il nero ERA STATO MALEDUCATO!!!!!!
Non sono potuta scendere dal pullman, come avrei desiderato, per far valere le mie ragioni, perché il conducente è ripartito sbattendomi le porte in faccia (non sono tanto svelta, ho 79 anni) e non ho potuto far altro che sedermi (qualcuno mi ha ceduto il posto).
COME SI E’ PERMESSO QUEL CONTROLLORE DI METTERMI LE MANI ADDOSSO E DI IMPEDIRMI DI DARE I BIGLIETTI AL NERO???
A questo punto nel pullman si sono scontrati due gruppi: chi mi dava ragione e chi ripeteva i soliti pregiudizi razziali, culminanti nella frase: Tra poco questi (cioè i neri) comandano loro in casa nostra!
Siccome io insistevo a difenderli, affermando che di fronte ai neri avevo un complesso di colpa, ricordando gli orrori e i soprusi commessi da noi italiani e dai bianchi in genere in Africa, un tale mi ha detto che se non fossi stata una donna mi avrebbe buttato dal finestrino, io gli ho dato del razzista violento e non è scoppiata una rissa perché intanto eravamo arrivati davanti al S.Carlo.
Non credo di dover aggiungere ulteriori commenti.



PUBBLICATA DA “REPUBBLICA (NAPOLI)” IL 22 OTTOBRE 2010 NELLA RUBRICA:
“LETTERE E COMMENTI- LA PAROLA AI LETTORI”
R.L.