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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


domenica 11 novembre 2007


UN COMPLIMENTO AL WEB MASTER

RAPIDO, BREVE E SENTITO, UN COMPLIMENTO AL NOSTRO WEB MASTER
CHE STA CONFERENDO AL BLOG UNA MAGNIFICA VESTE EDITORIALE...

Tramonto


Uno sguardo dalla nostra isola che c'é incantati da questo tramonto

VIVA TOMASO


Viva il sindaco Tomaso
che dirige con amore
questo sito, e non a caso,
ché straripa egli d’ardore.

Lo vedete ogni mattino
con la brava sua cicletta
pronto e tosto il birichino
in mutande ed in maglietta.

Ma che tempra, che coraggio
ce ne vuole ad imitarlo!
Egli parte all’arrembaggio
e nessun può superarlo.

L’ho sfidato io di forza
ed ho fatto un figurone:
sulla testa ho una ficozza
e mi chiamano “co….ne.





TRENI

Passavano treni fragorosi:
la tua ridente meraviglia
che fiato dava ai miei pensieri
grevi di consuete realtà,
la gioia della scoperta
ti sfavillava sulla nuca implume.
Di colpo ti voltasti:-ce l'ha il treno
la mamma?-le vetture in fuga
divorava la voragine del tunnel.
Non so cosa invetai a consolare
il dubbio del tuo innocente cuore:
non c'è mano materna che ci guidi
quando saremo al nero precipizio,
forse l'eco di quel tuo riso di luce
ritarderà un istante il salto al buio.

R.L.

sabato 10 novembre 2007

Il mare in tempesta






In questi giorni


di riflessione


faccio delle


passeggiate


lungo la spiaggia


mi fermo e


mi siedo nella


sabbia e


comincio ad osservare


il mare,


senti questo vento che


aspira da est e


come se fosse una lama che oltrepassa


il tuo cuore


osservi queste onde


infuriate, come


un mare in tempesta,


che vuole il suo cuore


e tutti i ricordi.


L'onda continua il suo cammino e


si porta via quel soffio di vita,


grazie al


mare che mi è madre


mi ha aperto gli occhi,


mi ha suggerito


che devo seguire


un'altra scia....


mi ha liberato


in tempo dalla vecchia


scia che portava


solo amarezza e dolore.


Quello che conta per me

Domani potresti svegliarti e non essere più tu quindi è meglio se vivi ogni
istante come fosse l’ultimo e continui a credere che vivrai tutti gli
istanti futuri tanto costa poco e non devi nemmeno fare un mutuo per pagare.
Nella vita capita di trovare intoppi ed intralci, di incontrare persone
false e di doverti difendere anche quando non hai attaccato; ricordati che
di fronte hai persone, ognuna con un carattere ed un’idea differente,
splendide oppure orribili ma uniche e ricordati che in certi casi il fatto
che siano uniche è un bene, scansate quelle non ne trovi altre.
Se cercano di colpirti difenditi, se cercano di distruggerti fermati ed
ascolta , potresti scoprire che la paura è la loro compagna di viaggio, non
metterti in testa di poterli aiutare, scansati perché non è nelle tue
possibilità avere una soluzione per tutto e se continuano ad insistere
riparati perché ogni saetta d’ingiustizia e d’odio gli ritornerà raddoppiata
ma almeno non sarai tu ad averla rimandata al mittente.
Quante volte la vita mette i bastoni tra le ruote cercando di deviare il
corso della tua strada !
Tu provaci sempre,scegli una strada e percorrila puntando alla meta, non
importa se è solo un sogno, non si vive di sogni ma i sogni aiutano a vivere
e non fa male immaginare la propria vita futura tranquilla e rilassata con
una granita alla menta sotto una palma alle Mauritius.
Quello che conta per ognuno di noi sono di solito gli amici ma la parola
amico è usata ed abusata; Amicizia è in fondo una forma d’amore e come ogni
forma di amore vera è disinteressata quindi è facile che tra i tanti tuoi
‘amici’ ci siano solo conoscenti : se davvero hai un amico ascoltalo in
silenzio anche per ore non giudicarlo perché l’amicizia è rispetto ma se lo
vedi sbagliare piuttosto rischia di perderlo ma non tacere e poi ricordati :
sii disponibile con chi ti da il suo affetto, avrete la possibilità di
aiutarvi ogni volta che ci sarà necessità di farlo e soprattutto non
sentirvi mai soli.
Non preoccuparti del futuro o proprio se vuoi preoccuparti fallo sapendo che
ti aiuta a vivere allo stesso modo del mangiare una stringa Haribo per
scalare l’Everest; il futuro ricordati che è un punto interrogativo alla
rovescia se abbocchi all’amo della sua preoccupazione ti rovini l’esistenza.
Non dimenticare di cantare e canta più forte se hai paura o fischia, sinché
la protesi te lo permette e se ce la fai non portare rancore e non offendere
ma non permettere mai che offendano il tuo cuore.
Conserva solo ciò che ti rende felice e non pensarci due volte a gettare
nella spazzatura le cose legate ad una tristezza, in fondo puoi starne certa
di tristezze ne arriveranno altre, avrai tempo per fare nuove scelte su cosa
buttare.
Goditi la vita soprattutto nelle piccole cose e se ti va di ballare balla,
domani potresti non poterlo fare visto le vertebre che hai ereditato e non
preoccuparti se qualcuno ti vede, fregatene se ride o se ti prende per matta
è solo che con tutta probabilità vorrebbe farlo ma si vergogna e così si
perde un pezzo di serenità per strada.
Datti da fare per avere quello che ti è utile per vivere ma non preoccuparti
troppo di accumulare il di più, a forza di pensare ai soldi la maggior parte
delle persone s’è rovinata l’esistenza ed è morta arrabbiata per non aver
potuto fare quel che avrebbe voluto; in compenso chi resta si gode quel che
gli altri hanno prodotto, è una fregatura immane non trovi ?
Se sei nervosa per qualche motivo è inutile che rimugini le stesse cose in
continuazione, peggiori la situazione, non riesci più a vedere chiaro, ti
carichi come una sveglia e il tuo fegato diventa giallo come un limone cotto
e siccome non è il caso che peggiori quell’avanzo di fegato vatti a fare un
giro, siediti ad un tavolino di un bar e guarda la gente che passa, ti
accorgerai che su cento persone solo una minima percentuale ha il sorriso
negli occhi, il resto è più incazzato di te.
Ora se non vuoi fare la stessa figura da ebete, prenditi un caffè o un bel
gelato e fregatene della linea, fai un bel respiro e sorridi, puoi
scommetterci che il tuo vicino di sedia o ti prende per scema o risponde al
sorriso; se ti prende per scema è irrecuperabile, se risponde al sorriso
vorrà dire che per una volta nella vita hai fatto una buona azione.
Cerca di conoscere a fondo le persone che sicuramente ti amano e cerca di
comprenderle e ricordati ogni gesto, ogni carezza, ogni sorriso ed ogni
parola dolce detta, ti accompagneranno lungo tutta la tua vita anche quando
non ci sarà nessuno intorno a te.
Evita di dare consigli, difficilmente troverai qualcuno che avrà voglia di
ascoltarti e non è nemmeno detto siano buonin tra l’altro ma se qualcuno ti
vorrà dare un consiglio sii paziente e poi non dimenticarti mai di usare il
tuo unico neurone rimasto, alla resa dei conti le scelte competono a te.
Ricordati che si fa più fatica ad essere incazzati che ad essere sereni e
sicuramente giova di più alla salute una sana risata che una litigata
furiosa, ora è sicuramente non facile ma se non ci provi nemmeno non
conoscerai mai la differenza.
In fine prova ogni tanto a scendere dal pero………non sempre quello che
si vede da lassù è la vita, a volte le assomiglia solo


L' ISOLA CHE C' E'


Un giorno mi accorsi che il luogo in cui soggiornavo era divenuto alquanto inospitale, così pensai di mollarlo e non tornarci più; saltai sulla barca, misi la prua al vento e feci rotta verso l’Isola che c’è.
Il mare era un po’ mosso, rischiava di sviarmi, ma fortunatamente avevo la mia bussola e arrivai sano e salvo a destinazione. Sull’isola trovai pochi, ma buoni, amici e una cordiale ospitalità.
Certo, a rifletter bene, è un po’ strana quest’Isola, direi proprio sui generis: ha forma varia, cangiante e c’è proprio di tutto: uomini, piante, frutti ed animali; le case son tinteggiate con colori elettrici; l’aria è impregnata di aromi esotici e s’odono pure motivi demodé.
Sovente, lungo i sentieri, sparsi a caso per terra, si ha la sorpresa di rinvenire versi, foto ingiallite o vecchi souvenir.
E’ proprio bizzarra quest’ Isola che c’è: qui nessuno si preoccupa se sia sbagliato “ripostare” un saluto, ne si vergogna se commette errori grammaticali. Ognuno campa e si esprime come più gli va.
L’Isola adesso conta una decina d’anime e vi si respira un’atmosfera raccolta, familiare, senza clamori o conflittualità.
Forse, questo modo di fare potrà sembrar monotono, noioso, ma agli abitanti sta bene così.

30 minuti di Ciclett mattutina per tenersi in forma


Un buon giorno a tutti,
Ecco com'è l'inizio della mia giornata

DIARIO DI GUERRA ultima puntata

Rientrammo a Fuorigrotta, alla fine del 1943, perché mia sorella ed io potessimo riprendere gli studi, ma niente e nessuno era più come prima.
Quando tornammo a scuola, Napoli era invasa dagli afro-americani e dagli sciuscià, e passando per i vicoli di Montesanto, sentivamo gli scugnizzi che ci cantavano dietro i versi della “Tammurriata nera”:
‘E signorine napulitane / fanno ammore co ‘ e marrucchine
Crescevamo, e allora mia madre scucì in vita i nostri vestiti e li allungò con una striscia di lana o di cotone fatta all’uncinetto, tra il busto e la gonna, con patetici risultati.
Trascinavo un paio di scarpe con la tomaia molto dura, che mi aveva provocato fastidiose mozzicature (= piaghette) sul tallone, per lo sfregamento contro la pelle. Erano state ricavate da calzolai solerti da scarpe dei nostri soldati, saccheggiate da un deposito militare e rivendute a gente come noi..
Avevamo dei cappotti ricavati dalle coperte americane, tutti dello stesso colore, un marrone rossiccio: il primo anno mi calzò da cappotto, in seguito da giacca a tre quarti e poi da giacca..
Non ricordo di aver fatto mai il bagno, in quegli anni, ci lavavamo
“a pezzi”.
Non ne potevamo più di mangiare la polvere di piselli degli americani, che aveva invaso le nostre mense e volentieri ne portavamo pacchi al professore di matematica, che ne faceva incetta, Però a casa degli zii ricchi la mangiai mescolata alla carne in scatola e mi sembrò squisita.
Anche la carta scarseggiava: i miei quaderni, di cui ancora conservo qualche esemplare, erano ritagliati da certi vecchi registri che mio padre, impiegato comunale, aveva trafugato.
Avevo tredici anni ed ero piuttosto bassina, tanto che in famiglia mi chiamavano: zi’Assunta, che era una vecchia zia di mio padre, di statura assai piccola. Poi mia madre mi rimpinzò con le vitamine portate dagli americani e ricominciai a crescere, e crebbi fino a vent’anni, raggiungendo un livello di statura accettabile per una donna del Sud e della mia generazione.
La scuola però - incredibile - era un corpo completamente separato, si studiavano gli stessi programmi di sempre, come se mai nulla fosse successo, come se l’immane tragedia che aveva sconvolto l’Europa fosse avvenuta su un altro pianeta…
Solo più tardi, dai libri, dai giornali,dalla radio, dal cinema mi venne tutto addosso: Hitler, l’Olocausto, la resa di Berlino, la Resistenza, Anne Frank, Primo Levi, Hiroshima…
Perfino delle Quattro Giornate di Napoli, perfino degli scugnizzi napoletani medaglia d’oro seppi dopo e non a scuola!

R.L.

venerdì 9 novembre 2007

L'amicizia

L'amicizia è più dell'amore,
è un amore
allo stato più puro.
E' qualcosa su cui
puoi contare.
Ti accompagna
finchè vita dura.
L'amicizia
non ha mai rancori,
non ha gelosie
nè paure.
L'amicizia
è un dato di fatto,
un sentimento
forte e sicuro.
Ti riscalda
se tendi la mano,
se l'inverno
ti rende più duro.
Se tristezza
ti assale
ogni tanto,
l'amicizia
ti abbraccia
ed è un canto!

Ho trovato




Aggiornamento

Ho aggiornato il blog dopo un mese, in queste mese c'è la descrizione di una città............non dico altro andate a vedere.....

COMPLIMENTI, RAFFAELLA !



FELICITAZIONI VIVISSIME E TRE HURRA' ALLA NOSTRA CARA RAFFY CHE IERI HA CONSEGUITO UN IMPORTANTE TITOLO DI STUDIO