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domenica 27 giugno 2010
Chi mi sa dire
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riri
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sabato 26 giugno 2010
Con te...suonerò
In omaggio ad Andrea Bocelli, che qui vicino è nato e la cui musica accompagna le mie cene, ho sfoderato la mia vena musicale suonando il pianoforte a coda :-)
Con te partirò
Andrea Bocelli
Quando sono solo
sogno all'orizzonte
e mancan le parole
sì lo so che non c'è luce
in una stanza quando manca il sole
se non ci sei tu con me, con me
su le finestre
mostra a tutti il mio cuore
che hai acceso
chiudi dentro me
la luce che
hai incontrato per strada
con te partirò
paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te
adesso sì li vivrò
con te partirò
su navi per mari
che io lo so
no no non esistono più
con te io li vivrò
quando sei lontana
sogno all'orizzonte
e mancan le parole
e io sì lo so che sei con me, con me
tu mia luna tu sei qui con me
mio sole tu sei qui con me, con me, con me, con me
con te partirò
paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te
adesso sì li vivrò
con te partirò
su navi per mari
che io lo so
no no non esistono più
con te io li rivivrò
con te partirò
su navi per mari
che io lo so
no no non esistono più
con te io li rivivrò
con te partirò. . .
Diario di G. :-)
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riri
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venerdì 25 giugno 2010
Tutti a Villa Delia - Ripoli di Lari
Sveglia ! Oggi 24 Giugno si deve andare a Villa Delia, a Ripoli di Lari.
Ripoli di che ?
Ripoli di Lari, un paese sconosciuto anche la Tom Tom, nell'entroterra Toscano, molto vicino a Pisa.
372 km, 251 lavori in corso, 120 autovelox questa è la distanza che ci separa.
Si parte alle 11 e 30 circa e dopo una sosta prolungata all'autogrill (15 euro, tre panini e neanche una sedia...e ci credo che la famiglia Benetton è ricca.....) si arriva alle 16 e 30 circa.
Neanche il tempo di scendere ed ha già segnato la Slovacchia....
Ma chissenefrega...guarda dove mi trovo...
Diario di D. in compagnia di G. ed E. :-)
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domenica 20 giugno 2010
mercoledì 16 giugno 2010
CASTELLO ESPUGNATO


Intanto sul castello espugnato all'alba da un pugno di NO TAV sventolano i vessilli degli assedianti vittoriosi (anche perché come in tutti gli assedi andati a buon fine un'anima buona aveva lasciato spalancato il cancelletto della posterla verso la città)
Nel frattempo a Torino "il metrò rischia di fermarsi" la regione ha stanziato 4 milioni in meno del previsto, (per far funzionare la linea 1 della metropolitana ogni anno dovrebbero essere investiti 27,5 milioni di euro)...fonte La Stampa
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sabato 12 giugno 2010
NEANCHE NEL SONNO
Neanche nel sonno ti abbandoni
oramai
troppe cose sul tuo schivo
cuore provinciale
invano difeso d'assiduo pudore
la vita un punto rovente
dentro
l'opaca pace dei giorni
si può vivere senza
attese forse senza speranza
in salvo almeno da noi.
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mercoledì 9 giugno 2010
24 aprile 2010 a torino
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lunedì 7 giugno 2010
MARE
Ride un mare bambino, vellicato
dai raggi del primo sole.
Occulta mostri e tempeste...
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venerdì 4 giugno 2010
Innovation4business: ricerca e sviluppo a portata di mano

Previsto il 9 giugno l'incontro aperto a tutte le imprese piemontesi
MARINA PALUMBO (AGB)
TORINO
In tempi di crisi non sono tante le aziende che possono permettersi di fare ricerca e sviluppo, nonostante tutti i luminari dell'economia continuino a dirci che queste saranno le armi per cavalcare la ripresa.
Le piccole e medie imprese piemontesi, hanno però un alleato. Si chiama Innovation4business ed è un progetto di Csp, Regione Piemonte e Fondazione Torino Wireless. Funziona un po' come un centro di ricerca "in prestito": loro fanno da laboratorio, inventano oggetti e software innovativi e poi li offrono alle aziende, che possono acquisire gratuitamente la tecnologia, personalizzarla e immetterla sul mercato con il supporto dei ricercatori.
Mercoledì 9, a Villa Gualino, saranno presentati alcuni di questi prototipi tecnologici: dal tavolo multitouch per le riunioni o i servizi informativi e turistici, ai giochi interattivi per le sale d'aspetto dei reparti di pediatria, dai software per il controllo dei contenuti pedo-pornografici, al restauro di vecchie pellicole, fino ad applicazioni che rendono la Tv Digitale Terrestre interattiva, per controllare la posta elettronica o leggere il giornale. Ci sono poi soluzioni per il controllo a distanza delle sale server, per il rilevamento di dati ambientali attraverso la banda larga e i droni in volo in aree difficili da raggiungere. Insomma, le imprese piemontesi hanno la possibilità, sottoscrivendo un accordo, di accedere, non solo a tecnologia “pronta all'uso”, ma anche alla consulenza tecnica di ricercatori esperti, pronti a supportarne ulteriori sviluppi ai fini di inserimento nei diversi mercati.
L'appuntamento del 9 giugno, aperto dall'Assessore alle attività produttive di Regione Piemonte Massimo Giordano e da Giovanni Ferrero, Presidente di CSP, sarà dunque l'occasione per presentare la nuova edizione di Innovation4business e conoscere i nuovi prototipi tecnologici, disponibili nell'area demo, aperta per tutta la mattinata.
Innovation4business
Mercoledì 9 giugno, dalle 9 alle 13
Villa Gualino, viale Settimio Severo 63
Torino
Info e prenotazioni: innovation4business@csp.it
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martedì 1 giugno 2010
ULTIMA COMPAGNA
Sprofonderà la vecchia casa nel grigiore:
pomeriggi intessuti di lunghi
fili di noia.
Ci saranno vuoti improvvisi, mancamenti
nei pensieri nei gesti logorati.
Le parole per te note squillanti
chiavi di magia rotoleranno
senza suoni sui nostri
mondi di sbiadita cartapesta:
sarà l'insignificanza per le cose
ora disseminate a scia
gloriosa sul tuo cammino
d'alacre innocenza
-che struggimento sulla nuca tenera
le piume dei capelli-
Addio, ultima mia compagna
di gioia
al gioco d'esser vivi.
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sabato 29 maggio 2010
Lettera di dimissioni di Maria Luisa Busi al direttore Minzolini
*Oggetto:* Dimissioni di Maria Luisa Busi
Lettera di dimissioni di Maria Luisa Busi al direttore Minzolini
Ecco la lettera integrale pubblicata dall'Ansa, indirizzata al direttore
Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della
Rai Mauro Masi, al presidente dell'azienda Paolo Garimberti e al
responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi.
Maria Luisa Busi lascia il TG1: "Oggi l'informazione del TG1 è
un'informazione parziale e di parte"
“Caro direttore - scrive la Busi - ti chiedo di essere sollevata dalla
mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del TG1, essendosi
determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo
compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è
per me - prosegue - una scelta difficile, ma obbligata. Considero la
linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di
dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una
definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.
Come ha detto - osserva la giornalista - il presidente della Commissione
di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'la più grande testata italiana,
rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme
con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale’.
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande
giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava,
Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le
conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il
nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e
di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il
giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani.
Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il
giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del TG1 è un'informazione
parziale e di parte.
Dov'è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che
devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla?
Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno
ad andare avanti perchè negli asili nido non c'è posto per tutti i
nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore
di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso
il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro
famiglie.
Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei
padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non
possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un
figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto?
E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est
che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo
il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il TG1 l'ha eliminata.
Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima
elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo
spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo
grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di
lavagna interattiva multimediale.
L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario
morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di
parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un
altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere
indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment
quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla
caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo.
Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature
dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo
giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale
del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi
che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre
inchieste di più alto profilo e interesse generale.
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie
convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un
conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a
questo punto. Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al
conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre
primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste
con i telespettatori.
I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova.
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo
al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di
fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero
compromesso. È quello che accade quando si privilegia la comunicazione
all'informazione, la propaganda alla verifica.
Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia
professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto
recentemente.
Pertanto:
1) respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le
critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio
diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le
avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente.
Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il
nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni
costituisca un arricchimento.
Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non
c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi
del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l'accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui
mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che
chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti.
Tutti e onesti.
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai,
lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a
presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del
servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera
dopo l'intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai
sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei
confronti: mi hai accusato di ‘danneggiare il giornale per cui lavoro’,
con le mie dichiarazioni sui dati d'ascolto.
I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni.
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: 'il TG1 darà
conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in
ossequio a campagne ideologiche’. Posso dirti che l'unica campagna a cui
mi dedico è quella dove trascorro i week-end con la famiglia. Spero tu
possa dire altrettanto.
Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la
violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il
settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza
aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito
alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria:
screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue
affermazioni.
Sono stata definita 'tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista
senza cronaca, editorialista senza editoriali' e via di questo passo.
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio
Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate
risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio
la conduzione delle 20.
Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che
amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto
che abbiamo bisogno.
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per
il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per
la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i
telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre.
Anche tu ne avresti il dovere.
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mercoledì 26 maggio 2010
LE ROI ...ottobre 1973 tredicesimo punto
Dopo quella notte alla Fiat decisi di prendermi un pò di pausa dedicandomi a quelli che allora erano i miei hobby preferiti: spensieratezza ed il gioco del poker che mi rendeva molto, ormai ero diventato un vero "professionista", ricordo che mi invitavano anche in altre città d'Italia per giocare, molto spesso gli incontri si tenevano in ville lussuose e donne bellissime mi aspettavano alla porta, senza che io nemmeno bussassi. Ritornavo a casa pieno di soldi e mi permettevo nei night da me frequentati di far protrarre gli spettacoli fino a mattino inoltrato, fino a quando lei mi venne a recuperare alla Taverna dantesca chiedendomi di cambiare vita ed io l'accompagnai dal sindaco per farci sposare. Fu una cerimonia molto semplice, una nostra amica guardandoci asserì che tra noi c'era una forte tensione erotica. Trafelati ed attoniti continuammo il rito in una trattoria di nostri conoscenti, però continuava a ronzarmi per la testa la frase di Lucia, forse intendeva passione? Sarebbe durato poco? Al primo problema ci saremmo allontanati? Una cosa certa fu quella di trovarmi un nuovo lavoro dove mi fu detto che non c'erano turni di notte. Piano piano dovetti cambiare tutte le mie abitudini e fu una cosa abbastanza dura, visto che per anni vivevo di notte. Fu un inizio difficile per entrambi, impiegai tempo e fatica per dare una svolta alla mia nuova vita...
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venerdì 21 maggio 2010
UNA MATTINA SPESA BENE :-)




Il mercato del venerdi è pieno di luci e colori..la gente va piano e si ferma a guardare ogni bancarella per trovare l'offerta migliore, confesso che il mio banco preferito è quello di Marco che si è fatto fotografare con i miei pomodori, ci lavora con la mamma Adelia ed il fratello Davide, poi c'è un egiziano dal nome impronunciabile e difficile da scrivere. Mi diverto molto ad entrare dalla loro parte e così accade che qualcuno mi chieda dei pomodori maturi per il sugo:-), finita la spesa dai miei amici mi accingo ad andare da Tiziano il pescivendolo, un ragazzo fine ed educato che dà del lei a tutti e poi con un nome così...meglio tenere le debite distanze:-) Il momento più dolce è sicuramente quello che passo dal mio amico pasticcaio, inteso come venditore di pastiglie dolci, cioccolattini e varie, a questo punto finisce la mia spesa e la mia chiacchierata fiume e ritorno a casa giusto in tempo per cucinare il merluzzino fresco fresco per il mio boss che alle 12 in punto si siede a tavola ed in attesa mangia qualche stuzzichino, giusto per calmare la fame:-)
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riri
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martedì 18 maggio 2010
Petrolio? Nucleare? ....altro?
In Italia ? meglio di no, grazie!
La mitica rotonda dovrebbe far capire cosa è un'opera pubblica in Italia; anche se l'effetto, merito della natura, è comunque piacevole.
P.S. non stanno realizzando una fontana artificiale, si è semplicemente rotto un tubo dell'acqua....
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Nicolanondoc
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venerdì 14 maggio 2010
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Nicolanondoc
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