L'intoccabile perla della tua guancia
ha trasparenze di vene d'acque montane
e i capelli agitati con la forza di cento dinieghi
(dai quali sboccerà un giorno il tuo fiore caparbio)
sprigionano scintille che accendono
nuove stelle nel mio cielo incolore:
chi ruberà il corallo del tuo riso
spunterà gli sguardi appannerà le luci
chi scrosterà il tuo smalto e stringerà
il tuo cuore di gioia nella morsa
della monotonia o dell'affanno?
Come difenderò la tua primavera
con l'inverno dei miei rami, spezzati
dal maglio dei venti e insidiati
dalla lunga falce?...
Forse basterà la memoria e questa
intensità d'amore che salda stasera
la mia anima alla tua innocenza
a salvarti ancora, nel bosco
di Pollicino...
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venerdì 16 aprile 2010
NEL BOSCO DI POLLICINO
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R.L.
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lunedì 12 aprile 2010
Il vino e l'ICT

Piove da giorni, senza sosta. L’aria è umida, una patina si è depositata sulle foglie e non accenna ad andarsene. Sul computer di Augusto Cappellano, che a Serralunga d’Alba ha quasi quattro ettari di vigneti, arriva un messaggio: «Attenzione, con queste condizioni atmosferiche la tua vite rischia seriamente di sviluppare la peronospora». C’è da correre ai ripari immediatamente. La peronospora è un fungo che si diffonde a una velocità fulminea e crea sfracelli: i chicchi d’uva rinsecchiscono totalmente, sono da buttare. Se così fosse, addio vendemmia. Ma così non è, perché il produttore è stato avvisato in tempo, può intervenire con un anti-parassitario e stroncare sul nascere l’epidemia.
Tutto merito del wireless. Nella Langhe hanno cominciato a usarlo qualche settimana fa. E Augusto Cappellano, che oltre a produrre vino presiede Viniveri, un consorzio di imprenditori che hanno fatto del biologico una bandiera, ha l’aria soddisfatta: «Con questo sistema riusciremo a intercettare le malattie delle piante prima che possano creare danni, e soprattutto utilizzeremo le contromisure - antiparassitari, rame e zolfo - solo quando strettamente necessario». Il sistema, finanziato dalla Regione, è stato messo a punto nei laboratori di Csp, il centro per l’innovazione nelle Ict con sede a Torino, ed è in fase di sperimentazione in alcuni vigneti delle Langhe: una stazione di rilevamento tra i filari, alimentata con un pannello solare; una serie di sensori che raccolgono informazioni su temperatura, umidità, agenti atmosferici; un sistema wireless che trasmette i dati sfruttando la rete Internet; alcuni rilanci che fanno arrivare le informazioni a Torino, dove un cervellone le elabora. Tutto in pochi secondi. «Un minuto dopo parte una mail indirizzata al produttore», spiega Roberto Borri, direttore Ricerca e sviluppo di Csp. «Contiene un report con tutte le informazioni utili sullo stato di salute dei filari e sulle patologie che potrebbero sorgere».
Una mezza rivoluzione. Oggi la prevenzione delle malattie è affidata alla tradizione e all’esperienza dei vignaioli: «Quando la vigna ci sembra a rischio la sottoponiamo a un trattamento», racconta Cappellano. Anche in condizioni normali, periodicamente, si cospargono le foglie con sostanze per difenderle da agenti patogeni. Il controllo delle variabili climatiche, inoltre, viene effettuato a campione dagli enti pubblici e dalle associazioni di produttori, che poi comunicano alle aziende la situazione generale, ma non il dettaglio dei singoli vigneti. «A volte le “cure” si rivelano superflue, si finisce per imbottire inutilmente il terreno di rame e zolfo». Oppure, al contrario, c’è chi sottovaluta gli allarmi e trova le piante infestate da funghi, parassiti e malattie: acinellatura, muffa, oidio, peronospora, tignola, tanto per citarne alcune.
Il meccanismo messo a punto a Torino, invece, è scientifico: «Possiamo sapere con certezza e in tempo reale quando la vigna sta per ammalarsi», assicura Cappellano. Ridurre i trattamenti, per chi fa agricoltura biologica, è quasi un imperativo. Non farne più del necessario, per tutti, significa risparmiare tempo e denaro, oltre a salvaguardare i terreni. «Da qualche anno la Regione dispone controlli per verificare la presenza di metalli pesanti nella terra».
Roba da ricchi, dirà qualcuno. Quanto conta installare sensori, stazioni di rilevamento e usufruire del servizio? La risposta è secca: «Meno di spargere zolfo e rame anche quando non è necessario».
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sabato 10 aprile 2010
CORTILE
Com'era grande il cortile dei miei giochi
e le aiuole con le verdi palme aperte
d'irraggiungibili mani (ci scacciava
il portiere)- che corse lungo
i bordi e sbucciature ai ginocchi.
C'erano gatti di seta e sbarre docili
di cancelli all'arrampicata:
era un grande cortile che vibrava
col cuore gonfio di noi bimbi,restii
al richiamo temuto delle madri
dai soffici cuscini del crepuscolo.
Squallore d'un rione popolare:
un cortiletto angusto e quattro
aiuole stente: così s'è rivelata
l'infanzia sventata e fiduciosa
al tuo occhio sgomento di casuale
passante anziana.
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martedì 6 aprile 2010
VAL DI SUSA e Cebit - 2-6 marzo 2010
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giovedì 1 aprile 2010
PASQUA DI RESURREZIONE !???
Non mi pare che ci sia nessuna resurrezione in vista, dal pantano in cui affondiamo, a livello politico, sociale, morale…
Comunque, è primavera e allora :AUGURI!!!
L'ISOLA CHE C'E'
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lunedì 29 marzo 2010
A VEROLI
Un'ora di pace,
insolita al cuore assediato
da riti feroci - cifre
quasi d'apocalisse -
tra segni di vita
antica
scanditi da un tempo
a passo d'uomo,
porta una tessera azzurra
al mosaico
che intesso paziente negli anni
con schegge di vita
e non ne conosco il disegno.
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sabato 27 marzo 2010
A MIA MADRE
Lasciavi una scia
di sofferenza:
t'era il dolore compagno assiduo
nel corpo sfatto nella mente
assediata (e ombra la figlia malata
tua cosa e tua condanna)
coagulo di malesseri antichi
e del disagio d'essere biga d'oro
nella carne opaca d'una donna
ignara di se stessa: pure
cercavi un segno uno spiraglio
presso gli altari del tuo Dio-Signore
che t'offriva salvezza da peccati
non tuoi in irreali dimensioni:
madre ora nel nulla dove affondi
chissà se intendi che quel mio negarti
(sale crudele alle tue tante piaghe)
fu amore (e pietà) di te e di me che ora
al di là della morte nel tempo
della speranza e del possibile riscatto
possiamo darci la mano (finalmente).
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venerdì 26 marzo 2010
Cebit - 2-6 marzo 2010
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martedì 23 marzo 2010
PASSEGGIANDO PER TORINO IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA :-)
E' domenica mattina, il cielo un pò grigio non invoglia ad andare nei prati, ma, c'è sempre un'incognita di cui tener conto: "si va in piazza San Carlo?" Alla domanda sorge spontaneo un mio coinvolgimento intenso:-) Famiglia al completo, giro in via Roma e m'innamoro di un vestito che non compro:-) troppo estivo!Ci si avvia verso la meta e gli uomini vanno a prendere un caffè nel bar dove Cavour ha disegnato l'unità d'Italia:-) Che meraviglia, la piazza gremita, si vendono palloncini colorati, ma il piccolo principe è attratto solo dai colombi che svolazzano e mangiano i biscottini che lui gli sbriciola, insieme a tanti altri, titubanti..Passa anche una pattuglia di carabinieri (unica auto in giro, per fortuna), giro d'ispezione e via, verso altri posti da controllare e difendere. Mi son chiesta perchè questo accade solo in centro e nelle periferie c'è l'abbandono totale al teppismo, alla droga, al sistema indifferente come è indifferente ed assuefatta molta della gente che vi abita..Ma ritorno con la mente alla piazza, a questo salotto di Torino così delicato, come un pizzo su una camicetta:-) Il piccolo prende per mano una giovane signora e la porta verso i colombi perchè li guardi mangiare....lei sorrideva dicendomi: - "che bambino vivace ed affabile"..!! Stavo quasi per dire che questo ardire l'ha preso in eredità da me, ma son rimasta in silenzio e sorridendo l'ho portato verso i palloncini, niente, era troppo attratto dai colombi, allora ha scorrazzato per la piazza in lungo e largo, dispensando saluti e sorrisi:-) Questo è il mondo di domani:-)))
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domenica 21 marzo 2010
I robottini fanno goaaaaal
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giovedì 18 marzo 2010
NELLA PALUDE
Nella palude ove affondo
bolle grumi gorgogliano
gli spazi illusori della
chiacchiera di sinistra
le nostre folli recite
(che monotonia)
neanche Kafka abbiamo
trascurato,Processo e Castello -
incombe un cielo
che ha il colore del tuo viso
solo col sangue
m'hai detto pietà.
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lunedì 15 marzo 2010
mercoledì 10 marzo 2010
LE ROI ...ottobre 1973 dodicesimo punto
Vivere sotto lo stesso tetto con la mia donna ed una ragazza sconosciuta, fu la mia prima grande esperienza fuori dal "nido". La mattina tornando dal turno di notte alla Fiat trovavo un piatto pronto da mangiare e un bicchiere dove bere, e questo mi faceva sentire importante, dopo un pò lei si avviava al nuovo posto di lavoro. Era stata assunta con un contratto a tempo determinato della durata di 6 mesi in un'importante industria di gelati...Una mattina mentre andavo in bagno incrociai la nostra coinquilina, forse perchè mezzo addormentato, la trovai molto bella e sensuale, mi guardò negli occhi sorridendo e mi disse che eravamo rumorosi nel fare all'amore. In quell'attimo non so se arrossii, però ebbi una piacevole sensazione, mi stropicciai gli occhi e le augurai una buona giornata. Stemmo in quell'alloggio ammobiliato qualche mesetto, poi finalmente trovammo un'abitazione tutta per noi, anche se a piano terra con il bagno all'esterno circondato da un cancelletto, in compenso avevamo comprato dei mobili bellissimi dal vicino mobilificio firmando parecchie cambiali.
Intanto fui trasferito alla Iveco di Torino dove il mio primo impatto nella sala prova motori fu terrificante per il mio udito senza nessuna protezione. Fin quando un giorno mi abbracciai un motore al massimo dei giri ed un mio compagno mi riaccompagnò a casa...Quella notte decisi che sarebbe stato meglio cambiare vita, così mi ricordai che avrei potuto imitare i ricchi cercando di guadagnare i soldi con una certa facilità "giocando" insieme a loro e trascorrendo le notti nei migliori locali di Torino.
Dopo un pò venni a conoscenza che i miei compagni di lavoro della sala-prova motori avevano vinto una causa contro l'azienda perchè lavoravano in condizioni non a norma antinfortunistica...
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domenica 7 marzo 2010
PER UNA DONNA DI CASA
Comincia il rito della quotidianità
alle sette del mattino sull'acquaio
finirà stasera col telegiornale
e l'ultimo pianto del piccolo nel sonno.
C'è anche il marito ma si difende
da te,ormai anche tu
fai parte del rito sei la sacerdotessa
la vestale della cenere che copre
i volti i mobili le parole le abitudini.
Se lasci che una brace viva risorga
o una fiamma guizzi improvvisa,avrai un castigo
esemplare: sarai derisa come una
che sogni o si volga indietro o ricordi
come una che avesse un'anima.
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mercoledì 3 marzo 2010
LE ROI ...ottobre 1973 undicesimo punto
Quella notte durante un'ora di sciopero insieme ai miei compagni, ci eravamo riuniti in gruppo a discutere, ad un tratto passò il capo-reparto che al nostro saluto ci rispose di ricordarci bene che quello era il nostro momento e poi le cose sarebbero cambiate in peggio. In quell'attimo qualcosa in me si risvegliò riportandomi indietro negli anni (quando a soli 13 anni fui licenziato perchè considerato monello) e mi chiesi come mai il capo-reparto non la pensasse come noi, i colletti bianchi e lui sembravano delle fazioni diverse, ( dopo pochi anni capii il perchè). In quel momento stranamente pensai che un giorno uno dei miei figli avrebbe potuto spiegarmelo, visto che la mia cultura era medio-bassa.
A fine settimana rividi la mia ragazza che mi annunciò di essere rimasta senza lavoro, aveva dato le dimissioni, inoltre aveva avuto dei problemi con l'amica che le aveva affittato una camera, per cui era anche senza un tetto. Le suggerii di non preoccuparsi visto che lei aveva da parte "i risparmi di una vita" ed io una macchina dove poter alloggiare, l'unica difficoltà che si presentava erano i miei turni di notte. Lei si sentiva protetta, perchè durante la notte passava una guardia giurata che le chiedeva i documenti, questo durò fino a quando lei non trovò un nuovo lavoro a tempo determinato alla rinascente ed affittammo un alloggio ammobiliato condiviso da un'altra ragazza, naturalmente con bagno e frigo comune...
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Nicolanondoc
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