
Buona serata, cara Pupottina, sono su fb...e sono già stato invitato a cena....mi sono fatto bello.
Cià
23 marzo 2009 20.42
ciao Nicolanondoc come è andata la cena? hai mangiato bene? ti sei divertito?
oggi è un altro giorno, per fortuna, di sole... speriamo sia arrivata davvero la primavera...
^___________________^
24 marzo 2009 10.08
Cara Pupottina la cena mi è rimasta indigesta nonostante fossi in buona compagnia:-)
forse sarebbe meglio dire con una bella compagna:-), in compenso ho pagato con dollari appena stampati in cambio di cibo tossico.....malgrado tutto sono in perfetta forma, perchè oggi è primavera e come dice R.L.: -
cantano uccelli sui tetti
con gole di miele:
nel sangue l'allarme primaverile.
Adesso il ristoratore trovandosi con dollari stampati di fresco, vuol ricomprare altri titoli tossici. ...se una cosa del genere fosse possibile dove andremo a finire?
Una finestra sul Mondo
Arte - L'immagine del giorno
Astronomia - Un'immagine al giorno
martedì 24 marzo 2009
DOLLARI APPENA STAMPATI....PER TITOLI TOSSICI
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Nicolanondoc
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domenica 22 marzo 2009
LANCIO DI STERCO TRA I TAVOLI VIP AL CAMBIO UN RISTORANTE DI TORINO CON 250 ANNI DI STORIA
Ieri sera un gruppo di "ragazzi" definiti anarchico-insurrezionalisti, ha bussato al ristorante Il Cambio di Torino, in pieno centro, ed al grido di - libertà per gli immigrati!!- ha versato nel salone e contro i clienti, dei secchi di sterco, poi sono passati ai volantini per la " Campagna contro il centro di identificazione e di espulsione di corso Brunelleschi". Qualcuno si è chiesto perchè è stata loro aperta la porta, altri si sono interessati per il rimborso e si sono informati dell'esistenza dell'assicurazione, visto che sia i vestiti che le scarpe erano decisamente da buttare. Molti sono andati via, il cattivo odore era nauseante, alcuni sono rimasti per ripulirsi alla meglio, con la collaborazione dei cuochi e degli inservienti, usciti dalla cucina muniti di mestoli....
Questo ristorante fu inaugurato nel 1757 ed è nel cuore della città, di fronte a Palazzo Carignano, accoglie i clienti tra velluti cremisi, specchi barocchi sovrastati dalle pitture del Bonelli ed un trionfo di legni dorati.
Nella sala grande è conservato il tavolo dove sedeva abitualmente il conte Camillo Benso di Cavour, assiduo e fedele frequentatore. Fu il punto d'incontro e di ritrovo dei più grandi nomi della politica, dell'aristocrazia e della cultura del regno. Oggi il cambio fa parte dell'Associazione Locali Storici d'Italia.
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venerdì 20 marzo 2009
AL GAMBRINUS
Siedo al nostro solito
tavolino marmoverde
- danzatrici di stucco si rincorrono
nei fregi del soffitto
floreale -
cose che ormai non sai
di me di te del mondo
si sommano al non detto
fra noi, fanno distanza:
ah la tua voce la nostra
abituale sommessa infelicità
il balsamo amicale
sulle ferite dell'anima
i discorsi senza uscita:
ma tu hai trovato la porta
contesta d'ombra e silenzio
da sola
e non mi hai dato
la mano.
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mercoledì 18 marzo 2009
DEFINIZIONE DI MOBBING
"Devono mirare a discriminare, screditare o, comunque, danneggiare il lavoratore nella propria carriera, status, potere informale e formale, grado di influenza sugli altri, rimozione da incarichi, esclusione o immotivata marginalizzazione dalla normale comunicazione aziendale, sottostima sistematica dei risultati."
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lunedì 16 marzo 2009
DEPOSITARLA
Depositarla in un cuore
questa ricchezza-armonia
che mi cresce dentro, ignorata
dagli occhi di vetro dei giovani
dai frettolosi, dagli arroganti
cultori di un'impossibile
fontana della giovinezza
imbalsamati nei lifting, fantocci
patetici di un polveroso
museo delle cere.
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R.L.
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Etichette: poesia
domenica 15 marzo 2009
E' QUASI PRIMAVERA :-)
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venerdì 13 marzo 2009
LA FIGLIA RIBELLE 3a parte
Quella notte non dormii, strani fantasmi spuntavano dalla finestra aperta, cosa mi stava succedendo e perchè ero ancora lì? Ci pensai a lungo, ormai avevo raggiunto l'età anagrafica per poter andar via senza essere riportata indietro all'inferno. Mi alzai molto presto, stranamente prima di mia madre che era la prima a tirarsi su dal letto per preparare i panini che i miei fratelli si portavano al lavoro. Fui molto paziente, avevo raggiunto una strana calma, preparai il caffè, poi con la tazzina fumante uscii fuori a godermi il fresco della mattina in campagna. Quando uscirono tutti , io ero già pronta, preparai poche cose in una valigia rossa, mi misi in tasca i soldi per il treno e fui pronta per il grande viaggio che avrebbe cambiato la mia vita. Mia madre mi guardava un pò in apprensione, i soliti consigli, le solite poche parole, la baciai e lei non sorrise, forse era solo un pò triste perchè mi perdeva di nuovo.
Arrivai alla stazione molto prima della partenza del treno mi aspettavano i miei amici di sempre, uno in particolare, compagno di tante battaglie ( che alla luce di oggi sembrerebbero inutili ), amico di sogni, di partenze, di letture alla stazione, di popcorn al cinema, amico di ideali in comune, contro i soprusi, le ingiustizie che a quell'età ti sembrano ancora più eclatanti, amico di lunghe corse per stabilire il più veloce, amico che ogni donna vorrebbe avere....ma io non lo degnai quasi di uno sguardo, ero troppo proiettata verso la fuga da tutto e tutti, lui compreso. Eppure il vederlo lì alla stazione mi fece troppo male, sembrava che una parte di me morisse con la partenza di quel treno, la mia storia, le nostre vite intrecciate da sogni e paure, incertezze ed esaltazioni....non lo salutai quasi, gli dissi solo : " ritornerò", ma mentivo.
Il capostazione fischiò e le porte vennero chiuse, mi affacciai al finestrino, non sazia di quell'aria che forse non avrei respirato più. Mi salutavano con le mani alzate, strette a pugno, sorrisi, tra me, pensando, sono sempre gli stessi, i miei compagni di giochi...
Appena tutto divenne piccolo piccolo e le loro immagini sbiadirono fino a scomparire cominciai a piangere, senza lacrime, dentro uno squarcio, una ferita profonta, un odio feroce verso chi mi aveva condannato alla fuga, sempre nei suoi confronti, il padre che non avrei mai voluto avere, il mio tormento, la mia appartenenza ad una famiglia così difficile, tutte le colpe che gli addossavo....
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mercoledì 11 marzo 2009
OGGI A CASA DI GIULIA

ERI ESPERTA
Eri esperta della lezione del dolore
ti salvava gridarlo nel vento
ora impari un fuoco divorante nel silenzio
il disicanto lentissimo dei giorni.
R.L.
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martedì 10 marzo 2009
LILLY E POKER

Sono appena tornato a casa, oggi il cielo è talmente azzurro che sembra diverso dal solito, di un azzurro che delle volte non si può neanche immaginare....
stamane Poker ha ritrovato la sua vecchia amica Lilly...mentre passeggiavo,ad un tratto ha cominciato a tirarmi con una certa foga, mi ha fatto girare per un intero isolato, io non capivo il perchè, finalmente tutto mi è stato chiaro: dall'altra parte dell'isolato c'era Lilly...si sono fatti delle feste incredibili, tra bacetti ed annusatine, anch'io sono rimasto piacevolmente sorpreso di ritrovare la padroncina della bellissima cagnetta.:-)
La signora in questione, oltre ad essere una bella donna, gestisce anche una pasticceria - gelateria, infatti mi ha informato che per questa primavera ci sono delle novità riguardanti i gusti dei suoi ottimi gelati e mi ha invitato a passare da lei, conoscendomi sa bene che sono un buongustaio:-)) Mentre chiacchieravamo di dolci prelibatezze abbiamo notato che i nostri cani si sono fermati contemporaneamente a fissare un punto distante, come si può vedere dalla foto, con una certa attenzione...chi sa il perchè?
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lunedì 9 marzo 2009
LA FIGLIA RIBELLE 2a parte
La madre no,poche frasi cortesi, un sorriso sempre triste stampato sul viso: la disfatta della sua vita, la sconfitta!
Aveva partorito undici figli, per fortuna cinque erano morti appena nati, i tempi erano duri nel dopoguerra e sempre per chi è più povero di mezzi la morte arriva prima.
Lei era passata indenne dopo il conflitto infame, somigliava ad una nobildonna e forse lo era.La figlia ribelle non sapeva niente delle sue origini,nè aveva mai visto i nonni, nemmeno una foto, come se tutto fosse stato rimosso, solo brevi accenni, voci di vicini ficcanaso. Si diceva che fosse stata cacciata dai suoi genitori per una scelta d'amore sbagliata, si mormorava provenisse da un'ottima famiglia; lei bella e tanto giovane, quando s'innamorò dell'uomo non ritenuto alla sua altezza! La figlia ascoltava quelle voci e spesso nella sua fervida fantasia di bambina,quasi adolescente, la immaginava quasi come una madonna, come un agnello sacrificale. Si chiedeva spesso chi fosse quell'uomo brutale, irascibile, nevrotico, dedito all'alcool ed alle donne, quell'individuo dall'intelligenza vivace: pittore, cuoco, ruffiano e chissà quant'altro: suo padre.
La bambina cresciuta in fretta, la ragazzina che divorava libri e musica cominciò ad odiarlo. Ogni giorno di più cresceva quell'odio terribile, voleva che morisse, nella sua mente ogni momento si augurava che non tornasse a casa, che scomparisse per sempre, perchè aveva fatto troppo male.
Lui invece si presentava sempre alla stessa ora: alle 13 ed alle otto di sera, bussava alla porta e qualcuno gli apriva...poi iniziava il rito......
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Etichette: la figlia ribelle, racconto
sabato 7 marzo 2009
ON. MARA CARFAGNA


Auguri a te......domani è la tua festa....delle pari opportunità.....la maggioranza degli elettori della nostra "PATRIA" ti ha votato, soprattutto le donne....
Auguri a tutte le donne, domani si ripete la festa.
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LA FIGLIA RIBELLE 1a parte
Improvvisamente le urlò con ferocia parole infuocate: - tu provieni da una famiglia di alcoolizzati e depressi!!!!-
Queste accuse la colpirono più del previsto, anche se lei si aspettava questo attacco.I suoi occhi si colmarono di lacrime amare che scavarono un solco profondo sul suo bel viso.Si sentì confusa, annientata e non seppe cosa dire: restò muta con il suo dolore ed i suoi ricordi che riaffiorarono alla mente, come braci ardenti sotto i piedi scalzi.Allora si ricordò che un tempo aveva una famiglia: un padre,una madre,due sorelle e tre fratelli.
Le urla salivano fino alla sommità della guercia secolare sotto il suo balcone,in aperta campagna, era l'ora di pranzo, ma il rito si ripeteva anche a cena,sempre uguale,come un dipinto sulla parete: otto persone sedute intorno ad un tavolo imbandito di niente.....Sì, spesso c'era da mangiare tanto e bene, altre volte ci si accontentava, ma era sempre un contendersi un piatto,forse più pieno, un pezzo di prosciutto forse più spesso,....poi le urla, quelle che trapanano il cervello, gli insulti..e lei guardava la scena di cui faceva parte,con una tristezza indescrivibile e forse uguale ad ogni giorno.Allora smetteva di mangiare ,osservava la sua famiglia e si diceva:- " io ne faccio parte - sono così, forse anche peggiore di loro, forse il mio silenzio è più grave!!"
Il rito si esauriva dopo abbondanti bicchieri di vino, poi c'era il caffè,quello era buono,forte,una favola.
Lei non beveva, forse aveva paura di diventare come loro..i suoi fratelli,suo padre.
Si alzava e trovava una scusa per andarsene e tutto il suo percorso,breve ma intenso, in quella famiglia si riduceva ad un addio detto senza parole.Solo la madre forse capiva, ma lei che era solo una ragazzina, si aspettava un bacio,un abbraccio, forse un cenno d'intesa,invece niente, la madre sembrava muta ( non parlava quasi mai) e la figlia si chiedeva come mai fosse così taciturna,non si ribellasse mai.Si sentiva di più lo zio ( lui sordomuto dalla nascita), che quando si arrabbiava, nelle rare visite di cortesia che era costretta a fare, ebbene lui si faceva capire, quasi un rantolo, ma cercava di esprimere il suo scontento e la sua gioia.
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giovedì 5 marzo 2009
LA PATATA ( A PATAN' lingua napoletana)

La patata mi fa ritornare piccolo, molto giovane, quando vivevo al mio paesello e ci raccoglievamo tutti intorno al braciere dove appoggiavamo i piedi per scaldarci e/o per fame o per amore mettevamo le patate a cuocere sulle braci, in attesa, con i piedi caldi, che la patata si arrostisse bene, prima di gustarla. Ognuno prendeva la sua patata passandola da una mano all'altra, perchè infuocata..- mammia mia,quegli attimi non potrò mai dimenticarli-, ci veniva dato un piattino dove appoggiavamo la patata sbucciata, cospargendola di sale, veniva distribuito un bel pezzo di pane fritto nell'olio bollente. Pian piano ho incominciato ad amare la vera "patana".....lascio perdere le future....(seghe mentali)... che mi son fatto per questi pasti da me privilegiati....Oggi la mia compagna mi ha preparato addirittura un misto di "patane", con tutti questi gusti a disposizione non sapevo più cosa scegliere, lei infatti le patate le cucina in tutte le salse ed anche senza....
Finisco assaporandomi bene le patate perchè sono un dono della natura, semplici e gustose..ahahahah, come mi piacciono le "patane".
Con affetto Nicolanondoc
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martedì 3 marzo 2009
Ragazzo picchiato ingiustamente dalla Polizia 28 febbraio 2009
Un giorno mi hanno detto, non puoi tornare indietro..ed io che ho creduto a tutti,
io sono andato avanti, ma il mondo è sempre uguale e sempre uguale sarà..
Non c'è niente di nuovo.....
Con affetto: Nicolanondoc
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lunedì 2 marzo 2009
DENTRO SWAN
- preghiera -
o maria, maria pietosa,
tu che sai del dolore di una rosa che sanguina,
tu che perdoni assassini e puttane,
abbassa le palpebre: siamo qui,
nel reame dei pazzi. nell’utero dormiente
di qualche ego scomodo, e un cane cieco
ci accompagna.
swan
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