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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


lunedì 26 maggio 2008

IL PRINCIPE COMUNE 2a parte

Willy era lontano in quel periodo quando lo chiamarono al capezzale della madre ancora in coma. Era rimasto sconvolto; era legato a lei più del padre, con lei aveva delle affinità culturali e fisiche; da lei aveva preso il colore biondo dei capelli e gli occhi grigio-verdi. Lui aveva ventisette anni quando accaddero questi eventi; era bello, di una bellezza quasi femminea, buono, alto, slanciato, faceva molti sport, soprattutto nuoto, era mite e risoluto, altero e fiero come suo padre, con cui non era andato mai d’accordo per come amministrava i loro beni. Ora, era finito tutto nelle mani di grossi finanziatori, amministratori furbi ed incalliti, con cui lui si ritrovava ogni tanto per il consiglio di amministrazione, di cui era il presidente, carica avuta in eredità dal padre. A questo punto cominciò il suo calvario, la sua discesa verso il basso, la china, il buio sempre più profondo, un male di vivere che lo rendeva triste. Aveva allontanato tutti gli amici ed il suo essere così solo, quasi indifeso e tenebroso, suscitava nelle donne tanta tenerezza, il suo essere triste gli conferiva un immenso fascino, insomma le donne erano tutte ai suoi piedi, ma lui non se ne curava. Aveva già avuto una storia importante, era durata pochi mesi, ma quando confidò alla compagna il suo segreto, quest’ultima mostrò di voler accelerare il matrimonio, perché era un tipo avido, venale, interessata solo ai suoi soldi. Quando Willy lo scoprì, la mandò via senza una parola, ma facendole dono di una grossa somma di denaro. Willy era dunque solo, solo con il suo amatissimo cane, che lo seguiva dappertutto, quasi come se sapesse quando breve fosse il tempo che gli restava da vivere! Un giorno, al ritorno da un suo lunghissimo viaggio, attraccò a Montecarlo, sua meta preferita e scese a farsi un giretto per la cittadina con il suo inseparabile Poker, per confondersi tra gli altri. Mentre camminava per una stradina adiacente al porto, sentì delle risate sonore, infantili, fragorose, sentì l’allegria, la gioia di vivere ed allora da lontano si fermò a guardare. Sotto un albero erano sedute due ragazze che mangiavano dei panini, chissà cosa si raccontavano; fatto sta che ridevano a crepapelle. Il cane si avvicinò per primo e si prese una razione di carezze ed un pezzetto di panino. Lui le guardò, poi disse loro - Potrei ridere anch’io, ne avrei tanto bisogno! - Una delle due, una fanciulla bruna con un’aureola di capelli neri e ricci che sembrava una parrucca, un tipino all’apparenza tutto pepe, gli rispose con garbo - Perché tu non ridi mai? - Mentre lo diceva fu presa ancora una volta da un’ondata di risate ed allegria che avrebbero messo di buon umore persino un moribondo. Lui rispose imperturbabile: - No, non rido mai, non ne ho l’occasione

3 commenti:

Frida ha detto...

Ciao Rosy, visto che commento oggi..e che qui non c'è ancora nessun commento, io il mio lo lascio qui, in questa seconda parte..:-)
Sai che mi piace il tuo principe comune..Lo vorrei anch'io questo bel sogno..
Un abbraccio cara Rosy, che fai sognare..

riri ha detto...

Cara Frida,ci sono rimasti solo i sogni,quelli nn ce li può togliere nessuno:-) E' bello poter sognare che qualcosa cambi,svegliarsi ed accorgersi che c'è un risveglio anche dell'italia che dorme (quasi tutti).
Questo bel principe te lo regalo volentieri,è un sogno semplice e realizzabile e tu come sai in tutto basta un pizzico d'amore:-)
Un abbraccio e buona giornata.

Luigina ha detto...

Sempre più incuriosita. Brava riri!