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domenica 16 dicembre 2007
Umilmente, mi scuso...
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Anonimo
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giovedì 13 dicembre 2007
oggi è il compleanno di nigel
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Angela
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mercoledì 12 dicembre 2007
ULTIMISSIME!

Caro Luca, una notizia strepitosa: Tomaso, lo stallone, il castigatore di gnocche, ha mollato, ha preso il primo aereo ed è partito. Destinazione: le lontane Americhe!
Evviva! Adesso abbiamo campo libero. Brindiamo...brindiamo...brindiam...
Lo so, è duro ammetterlo, ma il confronto con lui era insostenibile!
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Anonimo
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martedì 11 dicembre 2007
IL MONDO DI QUARK

Lo stallone svizzero è un essere solitario, detesta i propri simili e si unisce al gruppo solo se incontra delle graziose giumente. Esso vive nei pascoli della Baviera, ma non disdegna di spingersi oltr’Alpe, dove spesso si trovano branchi di invitanti e focose compagne: le puledre italiche.
Lo stallone svizzero ha una gamma vocale molto estesa, con note gravi e altre delicate. I messaggi vocali sono ridotti a tre funzioni fondamentali:
1) il sesso
2) il sesso
3) il sesso
Lo stallone svizzero ha un’energia inesauribile, vive in un harem di circa cento cavalle e non teme il confronto con nessuno. Non s’impesierisce nemmeno se incrocia sul proprio cammino il TORO AOSTANO o il GALLETTO NAPOLETANO.
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Anonimo
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LO STALLONE SVIZZERO

Stamane, per farsi perdonare tutte le cattiverie perpetrate a mio danno, Mutthelys (ovvero il Toro di Aosta) mi ha preparato una ricca colazione a base di tante leccornie e poi lo ha spifferato ai quattri venti, come forma di “pubblica riparazione”. Al momento fra noi vige una tregua, un tacito patto di non belligeranza, anche perché ci siamo accorti che il vero nemico sta da un’altra parte. Come a dire che, fra i due litiganti, il terzo gode! E a godere, carissimi, sapete chi è: uno che credevamo nostro amico, una persona in apparenza calma, serafica, tranquilla, diciamo pure, uno al di sopra di ogni sospetto e che, invece si è rivelato un tremendo tombeur de femme. Costui vive a Zurigo e, a quanto pare, è soprannominato: lo STALLONE SVIZZERO!
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lunedì 10 dicembre 2007
E VA BENE, RAGAZZI...

...VUOL DIRE CHE RITORNERO'. LE VOSTRE AFFETTUOSE PAROLE MI HANNO CONVINTO.
E, AD ESSERE SINCERO, PURE IL RICHIAMO DELLA CARNE E' TROPPO FORTE... ^__^
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Anonimo
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ADDIO PER SEMPRE!

Ciao, gente dell’ ”ISOLA CHE C’E’...MA TI TRADISCE”, poche righe da lontano, ma moooolto lontano, dal luogo cioè dove mi sono rifugiato, avendo dovuto constatare per l’ennesima volta che voi preferite Luca a me; mi riferisco soprattutto alle dolci pulzelle, che non fanno altro che inneggiare alle sue straordinarie virtù virili, mentre io vengo svergognato quotidianamente, solo perché la sorte è stata "avara" com me. Ebbene, non si può vivere più così, privo di ammiratrici e in questo perpetuo e mortificante conflitto: il GUARDIANO, oppure il TORO DI AOSTA? Percio, amareggiato, addolorato, angustiato, a… a… ammorbato, ho deciso di partire e non tornare mai più.
Un ultimo saluto dal Tibet.
Vostro ex guardano del faro, adesso: padre Nigel-Sum
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Anonimo
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mercoledì 5 dicembre 2007
SAN GREGORIO ARMENO (di Nigel Davemport)



Il primo regno cristiano della storia nacque in Armenia (Caucaso Meridionale) nel 301, grazie alla predicazione di Gregorio, poi divenuto santo. Fu lui a diffondere il Vangelo in quella lontana regione e a convertire le popolazioni al Cristianesimo.
Alla sua morte, le spoglie non rimasero definitivamente in Armenia, perché nel 726, un gruppo di monache, per sfuggire agli effetti del decreto emesso dall’imperatore Leone II contro il culto delle immagini, si rifugiò a Napoli, portandosi appresso le reliquie del Santo. Le suore si stabilirono in una strada situata fra il Decumano Maggiore (Via dei Tribunali) e quello Inferiore (Via San Biagio dei Librai).
Naturalmente, nessuna di loro poteva sapere che avrebbe contribuito a dare il nome ad una zona destinata, nel tempo, a divenire famosa in tutto il mondo, per la nascita di una fiorentissima attività artiginale, quella della creazione dei presepi e dei pastori.
Anche se si ha notizia di un rudimentale presepio, allestito già da Francesco D’Assisi, è nel XVIII secolo, durante il regno di Carlo III, che esso si diffonde fra i ceti nobili e popolari, quando cominciò a farsi strada il mestiere del figurinaio, creatore di pastori di terracotta o di ceramica, dipinti a mano e abbigliati di tutto punto. Al mestiere del figurinaio si ricollega, fra tanti, un nome illustre, quello di Giuseppe Sammartino, autore, tra l'altro, del celeberrimo Cristo Velato, conservato nella Cappella di San Severo, a Napoli.
Difficile descrivere a parole o con immagini la moltitudine di botteghe, negozietti e bancarelle che affollano Via San Gregorio; si è subito sopraffatti dalla quantità e la varietà dei manufatti che campeggiano sui banchi dei negozi. Vi si può trovare di tutto: dalle casette di sughero e cartone, agli oggetti meccanici, azionati dall’energia elettrica, come mulini a vento o cascate; dai pastori di terracotta dipinti a mano a quelli alti trenta centimetri, con abiti di stoffa cuciti su misura. Ci sono pure pastori che rappresentano contadini, pescatori, venditori di frutta, osti, pizzaioli che infornano la pizza; si trovano poi figure come Benino ed i Re Magi e naturalmente la Sacra Famiglia con le immancabili figure del bue e dell’asinello, in tutte le dimensioni, fatture e prezzi. Ma accanto a vere e proprie opere d’arte, frutto del lavoro di famiglie artigiane che si tramandano il mestiere da intere generazioni, si trovano anche oggetti eccessivi, alquanto kitsch, che tuttavia denotano la fantasia e l’ironia dei napoletani: la caricatura del politico o del VIP del momento è oramai divenuta uno dei classici esposti sulle bancaralle.
Ma San Gregorio non è famosa soltanto per l’artigianato, in quanto ospita monumenti di straordinaria importanza. Al suo vertice, dove la strada incrocia piazza San Gaetano, sorge la basilica di San Lorenzo Maggiore, opera di stile gotico, risalente al 1270.
A metà percorso, fra i due decumani, sorge la Chiesa barocca di San Gregorio Armeno. Costruita da Della Monica alla fine del XVI secolo, fu completamente trasformata nella sua veste decorativa. I bei dipinti di Luca Giordano ed il soffitto riccamente decorato da Teodoro il Fiammingo e Giannandrea Magliulo, il marmoreo altare maggiore di Dionisio Lazzari, gli organi munumentali ed i dipinti che ornano gli altari laterali, conferiscono all'interno di questa chiesa un aspetto unitario in cui è possibile ammirare la straordinaria ricchezza d'inventiva degli artisti napoletani di quel periodo.
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Anonimo
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giovedì 29 novembre 2007
DEPRAVADOS STORY
i due sciagurati più ubriachi che mai stanno cantando “ vieni piccina / vieni con noi in gondoeta”
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Angela
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14:47
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mercoledì 28 novembre 2007
: NUOVO AVVISTAMENTO
Amici, questa è da raccontare: ieri, a tarda serata, sono passati dalle mie parti quei due sciagurati di Luca e Nigel. Erano ubriachi fradici, si sono fermati sotto al balcone ed hanno cominciato a farmi delle proposte oscene. Uno suonava e l'altro cantava e sono uscite dalle loro bocche parole irripetibili. Che scandalo!
Ecco chi abbiamo accolto sull'isola che c'è!
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cinzia
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martedì 27 novembre 2007
ultime notizie!
sembra che adesso si stiano contendendo a colpi di carezze e madrigali una certa mademoiselle micole [misure 90-60-90] poco fa sono stati visti ubriachi per via mont blanche cantare a squarciagola: “allons enfant sur la tetton”
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Angela
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19:57
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sabato 27 ottobre 2007
Come raccoglier primule d'inverno
Grazie ai Versi di Traccedinchiostro
Grazie alla Declamazione di Nigel
Grazie alla Musica di Luca
Come raccoglier primule d'inverno
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Nicolanondoc
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10:17
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