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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


lunedì 9 giugno 2008

IL PRINCIPE COMUNE 14a parte

Lei si lasciò baciare, poi gli disse piano.-“ Whilly, vuoi portarmi con te dovunque vada?”- Gli si riempirono gli occhi di lacrime a lungo represse, lacrime di gioia, di felicità pura e pensò che in quel momento era pronto a qualsiasi evento, pensò perfino di smettere la cura che aveva intrapreso dall’inizio della malattia e di lasciarsi andare a questo amore innocente e prepotente, dolce, aggressivo, un amore, un sentimento nuovo per lui, mai assaporato prima - Sì, le rispose tra le lacrime, sì, tu sei mia e nessuno potrà mai separarci, quando tu lo desideri partiamo.- Lei che aveva i piedi ben piantati a terra decise che sarebbe stato meglio riempire prima la dispensa. Così andarono insieme al supermercato e fecero una grande spesa come se dovessero stare per mesi in alto mare o su un’isola deserta! Poi, all’improvviso si ricordò che lei studiava al liceo, poteva lui rapirla, toglierla dalla scuola, era l’ultimo anno di liceo ed avrebbe dovuto sostenere gli esami di maturità; allora fu preso ancora una volta dal panico, si rabbuiò e non seppe cosa dire o fare. Sara intuì il suo tormento, lo prese per mano e lo costrinse a parlare. Lui le confidò i suoi pensieri, le sue preoccupazioni per il futuro, ma lei realista com’era risolse il tutto dicendo - Whilly, puoi aiutarmi tu a studiare, a prepararmi per gli esami, vorrà dire che li farò da privatista e non cambierebbe assolutamente nulla!- Così lo costrinse a scendere di nuovo dalla barca, tornò a casa e riempì una valigia con tutti i libri che potevano servirle, poi ne riempì un’altra con tutte le sue cose: i suoi vestiti, il suo orsacchiotto, da cui non si separava mai e del quale si era completamente dimenticato. Baciò di nuovo la madre, mentre lui impaziente aspettava fuori sperando che non cambiasse idea all’ultimo momento. Poi lei arrivò, vestita e pettinata come la prima volta che l’aveva conosciuta e se ne era innamorato. Erano solo due giorni prima, ma a lui sembravano anni! La conosceva così bene che in quel momneto avrebbe potuto dire cosa pensava e quel velo di tristezza che le era sceso sul viso era solo il fulmineo distacco da una vita semplice, regolare, che lei stava abbandonando per lui: un’incognita, un uomo che avrebbe potuto stancarsi tra un giorno, un mese e riportarla indietro. Lui la guardò, le prese la mano e le disse ancora una volta - Sara, sei pronta? Io ti amo, per sempre, non l’ho mai detto finora perché non ci credevo, ma ora sì, ci credo, e se ci credi anche tu, vieni, andiamo subito a casa nostra- Sara gli passò le valigie, sorrise radiosa e si avviarono in quel tardo pomeriggio di settembre, con il sole ancora alto nel cielo e con un sogno in tasca.

2 commenti:

max-buck-office ha detto...

Anche anche qui splende il sole come nel tuo finale. Era ora!
Ciao cucù ... mielosa ...

riri ha detto...

Per Max-buck-office
Ciao cucù armonioso :-)
Ne sto scrivendo uno (solo per hobby),nn zuccheroso,nè appicicoso,forse ti piacerà:-)
Qui sole e nuvole....