Una finestra sul Mondo

Arte - L'immagine del giorno

Astronomia - Un'immagine al giorno



Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


sabato 5 luglio 2008

IL PRINCIPE COMUNE 23a parte

-Va bene, Whilly, l’importante è che tu ci pensi e, passata questa vacanza, inizi seriamente a lavorare, perché io ho bisogno di te!- Queste ultime parole gliele disse toccandogli una spalla affettuosamente, ed anche lo stesso nipote si stupì del suo atteggiamento. Il principe gli promise di pensarci ed aggiunse - Zio Nico, al di là degli affari, al di là di ogni cosa, voglio dirti sinceramente che questa ragazza sarà la mia futura moglie, ammesso che accetti- Lo zio lo guardò alquanto sorpreso e si rese subito conto che parlava sul serio, allora gli chiese se lei fosse al corrente della sua malattia, se lui le avesse parlato -No, rispose subito, ho paura a dirglielo, lei non mi sposerebbe né per soldi, né per pietà, voglio che lo faccia adesso, perché mi ama così come sono!- Al ché, ribatté - Whilly, tu hai una grossa responsabilità dal punto di vista aziendale, ma per quanto riguarda la tua vita privata non puoi cominciare un rapporto così importante, come il matrimonio, senza prima aver detto tutto alla ragazza. Lei potrebbe diventare vedova nel giro di pochi anni- Lui rimase sconvolto, questa cosa non gli era mai passata per la mente, lui si riteneva indistruttibile insieme a lei, voleva dei bambini, darle una casa bellissima, tutte le cose che una donna potrebbe desiderare, ma questo no, non poteva dirglielo, era una cosa sua ed anche lo zio doveva tacere e farsi gli affari suoi - Zio Nico, ti prego, io sto molto bene, da quando c’è Sara sono rinato, non voglio sciupare tutto, ti prego, non dirle nulla. Vedrò io il da farsi. Prima, mi farò controllare dai medici perché ho smesso anche di prendere le medicine – Bravo - replicò lo zio - se hai qualche possibilità di farcela, l’hai buttata in pasto ai pesci! - Con un moto di stizza prese il telefonino che aveva in tasca, compose un numero e glielo passò. Whilly era un po’ impreparato, ciò nonostante, pensando a Sara, cominciò a parlare col suo medico privato, dicendogli gli ultimi sintomi, il benessere generale in cui pensava di essere in quel particolare periodo della sua vita, gli disse perfino che aveva smesso di curarsi da almeno una settimana. Il dottore era anche suo amico, lo sgridò non poco, gli raccomandò di seguire subito la sua terapia e gli dette un appuntamento urgente per poterlo visitare bene. Lui assentì senza ribattere, del resto era tutto vero quello che gli aveva appena detto il suo amico, quindi se ne assumeva in pieno tutte le responsabilità. Nel frattempo le ragazze sotto coperta avevano fatto amicizia e si erano rese conto, data l’età che le accomunava, di avere molte cose in comune: anche Mizzy frequentava il liceo scientifico e doveva dare gli esami di maturità quell’anno. Si misero a discutere di autori contemporanei e scoprirono insieme l’amore per Leopardi, D’Annunzio, Montale, Pavese. Avrebbero continuato a parlare per ore, ma si sentirono chiamare e salirono a prua. C’era una strana atmosfera tra zio e nipote, come se si fossero appena dette cose molto gravi ed importanti. Sara avrebbe voluto sapere subito quale preoccupazione assillasse il suo bel principe, ma aspettò pazientemente che gli ospiti andassero via, né gli fece alcuna domanda: se lui avesse voluto parlarle avrebbe dovuto farlo spontaneamente, non poteva essere certo lei a spingerlo. Le venne in mente che forse zio e nipote avessero discusso di problemi di lavoro e di famiglia, per cui lei era un po’ tagliata fuori, perché di finanza non capiva niente. Whilly notò il suo silenzio, il suo bel viso velato di malinconia frammista ad ansia e non ebbe subito il coraggio di raccontarle tutto, allora travisò un poco la verità, le disse che avevano parlato di lavoro, di interessi finanziari, e queste cose gli procuravano una grande noia, forse avrebbe dovuto, prima o poi, riprendere a fare qualcosa, altrimenti l’azienda di famiglia sarebbe potuta andare a rotoli. Sara avvertiva che c’era dell’altro, ma non battè ciglio, anzi gli rispose che se avesse avuto bisogno di allontanarsi per lavoro, lei avrebbe preferito tornarsene a casa sua, dove nel frattempo avrebbe potuto riprendere la scuola ed aspettarlo con tranquillità.

5 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Lui che sta male, sembra non ci sia più nulla da fare ed intanto ha trovato l'amore. Dai fallo guarire accidenti!!!!

Scusa partecipavo troppo lol

marcella candido cianchetti ha detto...

e allora buone seppie ciao

riri ha detto...

Caro Daniele,mi fa piacere che ho un bel lettore...se riuscirò a salvarlo non lo so..l'impresa è veramente ardua....
Buona serata e grazie :-)))

riri ha detto...

Ciao Marcella,ti rispondo sul tuo Caravaggio.:-)

Elsa ha detto...

Grazie per la tua visita....verrò anche io con calma...
ti aspetto.
ps ritira il premiooooooo alla libertà di espressione!!!
lo trovi nel mio blog ci tengo.
A presto
Elsa