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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


martedì 29 settembre 2009

VISTA DAL BASSO 7a parte

amante (e chi fosse un’amante non mi era poi tanto chiaro), che mettendo la mano sull’inginocchiatoio di velluto, lo accusa: - Per te mi trovo nell’inferno! – e sparisce lasciando un’impronta fumante…
Nel parlare, mia madre ricorreva a proverbi e a wellerismi, per dare più forza al discorso, col distillato della saggezza popolare:
L’erba voglio non ha germoglio; l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re, e se al suo richiamo rispondevo: - un momento! - s’impazientiva:
- Sì, quanno piglio Trieste e Trento !- (quando conquisto Trieste e Trento, modo di dire nato inequivocabilmente durante la I guerra mondiale).
I mobili della casa avevano nomi storpiati dal francese: ‘a lettagerre (l’ètagére), ‘o cummò (la commode), ‘a tuletta (la toilette), che consisteva in una mensola di marmo, sormontata da un grande specchio ovale.
Su quella mensola facevo i compiti di scuola, mentre nello specchio si riflettevano sontuosi tramonti cremisi. Una volta, mentre ero intenta a scrivere, sentii alle mie spalle i fili della luce che sbattevano violentemente contro la finestra e contemporaneamente un urlo collettivo che mi paralizzò: dal quarto piano (noi allora avevamo cambiato casa, ma restando sempre nello stesso rione Duca D’Aosta e abitavamo al primo piano) si era buttata giù una ragazza diciottenne, alla quale i genitori proibivano il fidanzamento col suo innamorato, era rimbalzata sui fili della luce ed era caduta a testa in giù sul sottostante marciapiede di terreno battuto, morendo sul colpo. Per alcuni giorni continuò a formarsi un capannello intorno al buco scavato dalla testa di quell’infelice ragazza: a lungo rimase in me il raccapriccio per quel ferale avvenimento e da allora non posso sopportare che
qualcuno si sporga da una finestra in mia presenza.
Mia madre aveva cinque sorelle, una, sedicenne, era morta con la famosa “febbre spagnola”, un’altra, la madre di Luisa, era morta dopo aver partorito il quinto figlio. Solo l’ultima, Assuntina, che era anche la mia cummara (madrina di battesimo e di cresima), aveva studiato, aveva fatto un buon matrimonio e abitava al Vomero. A casa sua sono andata in qualche occasione, con un tram sferragliante, che si arrampicava a fatica sulla collina (allora poco abitata, con grandi giardini e viali alberati) e ho visto per la prima volta le banane, nel piatto dei cugini ricchi.
Mia zia Puppenella (Giuseppina) abitava invece in un vecchio palazzo, dove al primo piano, sui tre lati del cortile interno, correva un ballatoio con tante porte, che davano ciascuna su un unico grande stanzone, dove si ammucchiava una famiglia, quasi sempre numerosa.
Una volta, in casa della vicina di mia zia, ho visto una specie di rito di purificazione: passavano la fiamma delle candele sotto le reti dei letti, per stanare e bruciare le cimici!
Un’altra volta, entrando nel cortile, assistei ad un funerale: il carro funebre era tirato da due cavalli scalpitanti, e mentre i parenti portavano a spalla ‘o tavuto (la bara) di un capofamiglia, le urla dei figli risuonavano strazianti e una donna, non so se fosse la moglie o la figlia maggiore, faceva ripetutamente mostra di volersi

12 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Se9 brava a raccontare, a trasmettere le emozioni.
Un caro saluto.
A presto.

Adriano Smaldone ha detto...

vero concordo schiavi o liberi

il monticiano ha detto...

Una vita vissuta da bambina attenta che ancora ricorda fin nei minimi particolari quei tempi, quei luoghi, quelle persone.

Caterina ha detto...

É sempre interessante per me la tua storia di vita decritta con sapore. Sono quasi dipendente delle tue storie. É come una favola di sera (non so se si dice cosí).
Bacini e buona sera a tutti:
Kati

Gabry in blog Belella ha detto...

Continuo anch'io a seguire con la passione la tua storia che occhi di bimba hanno all'epoca gurdato e vissuto in prima persona per poi trasmettere a noi oggi tantissime emozioni.

Un saluto e buona giornata!

marcella candido cianchetti ha detto...

allora hai mangiato la pasta con le sarde alla palermitana buona giornata vasilli

pierangela ha detto...

seguo ogni giorno la puntata che scrivi, mi fa ritornare alla mente la mia vita da bambina.
presto arrivo a trovarvi ..mi mancate. un abbraccio

Pupottina ha detto...

buon mercoledì ^_______________^
il mio è di corsaaaaaaaaaaaaaaa

Gabry in blog Belella ha detto...

Ed anche questo mese di settembre è volato via ... e per fortuna possiamo dire senza lode e senza infamia... da oggi ci apprestiamo a vivere questo mese di ottobre sperando che sia all'insegna della creatività e dello spirito di solidarietà, della serenità del sorriso e della gioia di vivere.

Un abbraccio a tutti ma in particolare a Rirì e Nicola!

marcella candido cianchetti ha detto...

buona giornata vasilli

marcella candido cianchetti ha detto...

vasilli

Luigina ha detto...

Stavolta tiro le orecchie a chi ha fatto lo spezzatino di questo racconto senza rispettare la punteggiatura o almeno la fine della frase. Il resto è tutto bbuono come disse il topo mentre rosicchiava il frontespizio di un libro nello scantinato di una biblioteca (es di wellerismo)