Una finestra sul Mondo

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Astronomia - Un'immagine al giorno



Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


martedì 6 aprile 2010

giovedì 1 aprile 2010

PASQUA DI RESURREZIONE !???

Non mi pare che ci sia nessuna resurrezione in vista, dal pantano in cui affondiamo, a livello politico, sociale, morale…

Comunque, è primavera e allora :AUGURI!!!

L'ISOLA CHE C'E'

lunedì 29 marzo 2010

A VEROLI

Un'ora di pace,
insolita al cuore assediato
da riti feroci - cifre
quasi d'apocalisse -
tra segni di vita
antica
scanditi da un tempo
a passo d'uomo,
porta una tessera azzurra
al mosaico
che intesso paziente negli anni
con schegge di vita
e non ne conosco il disegno.

sabato 27 marzo 2010

A MIA MADRE

Lasciavi una scia
di sofferenza:
t'era il dolore compagno assiduo
nel corpo sfatto nella mente
assediata (e ombra la figlia malata
tua cosa e tua condanna)
coagulo di malesseri antichi
e del disagio d'essere biga d'oro
nella carne opaca d'una donna
ignara di se stessa: pure
cercavi un segno uno spiraglio
presso gli altari del tuo Dio-Signore
che t'offriva salvezza da peccati
non tuoi in irreali dimensioni:
madre ora nel nulla dove affondi
chissà se intendi che quel mio negarti
(sale crudele alle tue tante piaghe)
fu amore (e pietà) di te e di me che ora
al di là della morte nel tempo
della speranza e del possibile riscatto
possiamo darci la mano (finalmente).

venerdì 26 marzo 2010

Cebit - 2-6 marzo 2010

martedì 23 marzo 2010

PASSEGGIANDO PER TORINO IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA :-)

E' domenica mattina, il cielo un pò grigio non invoglia ad andare nei prati, ma, c'è sempre un'incognita di cui tener conto: "si va in piazza San Carlo?" Alla domanda sorge spontaneo un mio coinvolgimento intenso:-) Famiglia al completo, giro in via Roma e m'innamoro di un vestito che non compro:-) troppo estivo!Ci si avvia verso la meta e gli uomini vanno a prendere un caffè nel bar dove Cavour ha disegnato l'unità d'Italia:-) Che meraviglia, la piazza gremita, si vendono palloncini colorati, ma il piccolo principe è attratto solo dai colombi che svolazzano e mangiano i biscottini che lui gli sbriciola, insieme a tanti altri, titubanti..Passa anche una pattuglia di carabinieri (unica auto in giro, per fortuna), giro d'ispezione e via, verso altri posti da controllare e difendere. Mi son chiesta perchè questo accade solo in centro e nelle periferie c'è l'abbandono totale al teppismo, alla droga, al sistema indifferente come è indifferente ed assuefatta molta della gente che vi abita..Ma ritorno con la mente alla piazza, a questo salotto di Torino così delicato, come un pizzo su una camicetta:-) Il piccolo prende per mano una giovane signora e la porta verso i colombi perchè li guardi mangiare....lei sorrideva dicendomi: - "che bambino vivace ed affabile"..!! Stavo quasi per dire che questo ardire l'ha preso in eredità da me, ma son rimasta in silenzio e sorridendo l'ho portato verso i palloncini, niente, era troppo attratto dai colombi, allora ha scorrazzato per la piazza in lungo e largo, dispensando saluti e sorrisi:-) Questo è il mondo di domani:-)))

domenica 21 marzo 2010

I robottini fanno goaaaaal

giovedì 18 marzo 2010

NELLA PALUDE

Nella palude ove affondo
bolle grumi gorgogliano
gli spazi illusori della
chiacchiera di sinistra
le nostre folli recite
(che monotonia)
neanche Kafka abbiamo
trascurato,Processo e Castello -
incombe un cielo
che ha il colore del tuo viso
solo col sangue
m'hai detto pietà.

lunedì 15 marzo 2010

LA MIA PRIMAVERA...




Loro ed io abbiamo cantato l'inizio dello splendore primaverile...

mercoledì 10 marzo 2010

LE ROI ...ottobre 1973 dodicesimo punto

Vivere sotto lo stesso tetto con la mia donna ed una ragazza sconosciuta, fu la mia prima grande esperienza fuori dal "nido". La mattina tornando dal turno di notte alla Fiat trovavo un piatto pronto da mangiare e un bicchiere dove bere, e questo mi faceva sentire importante, dopo un pò lei si avviava al nuovo posto di lavoro. Era stata assunta con un contratto a tempo determinato della durata di 6 mesi in un'importante industria di gelati...Una mattina mentre andavo in bagno incrociai la nostra coinquilina, forse perchè mezzo addormentato, la trovai molto bella e sensuale, mi guardò negli occhi sorridendo e mi disse che eravamo rumorosi nel fare all'amore. In quell'attimo non so se arrossii, però ebbi una piacevole sensazione, mi stropicciai gli occhi e le augurai una buona giornata. Stemmo in quell'alloggio ammobiliato qualche mesetto, poi finalmente trovammo un'abitazione tutta per noi, anche se a piano terra con il bagno all'esterno circondato da un cancelletto, in compenso avevamo comprato dei mobili bellissimi dal vicino mobilificio firmando parecchie cambiali.
Intanto fui trasferito alla Iveco di Torino dove il mio primo impatto nella sala prova motori fu terrificante per il mio udito senza nessuna protezione. Fin quando un giorno mi abbracciai un motore al massimo dei giri ed un mio compagno mi riaccompagnò a casa...Quella notte decisi che sarebbe stato meglio cambiare vita, così mi ricordai che avrei potuto imitare i ricchi cercando di guadagnare i soldi con una certa facilità "giocando" insieme a loro e trascorrendo le notti nei migliori locali di Torino.
Dopo un pò venni a conoscenza che i miei compagni di lavoro della sala-prova motori avevano vinto una causa contro l'azienda perchè lavoravano in condizioni non a norma antinfortunistica...

domenica 7 marzo 2010

PER UNA DONNA DI CASA

Comincia il rito della quotidianità
alle sette del mattino sull'acquaio
finirà stasera col telegiornale
e l'ultimo pianto del piccolo nel sonno.

C'è anche il marito ma si difende
da te,ormai anche tu
fai parte del rito sei la sacerdotessa
la vestale della cenere che copre
i volti i mobili le parole le abitudini.

Se lasci che una brace viva risorga
o una fiamma guizzi improvvisa,avrai un castigo
esemplare: sarai derisa come una
che sogni o si volga indietro o ricordi
come una che avesse un'anima.

mercoledì 3 marzo 2010

LE ROI ...ottobre 1973 undicesimo punto

Quella notte durante un'ora di sciopero insieme ai miei compagni, ci eravamo riuniti in gruppo a discutere, ad un tratto passò il capo-reparto che al nostro saluto ci rispose di ricordarci bene che quello era il nostro momento e poi le cose sarebbero cambiate in peggio. In quell'attimo qualcosa in me si risvegliò riportandomi indietro negli anni (quando a soli 13 anni fui licenziato perchè considerato monello) e mi chiesi come mai il capo-reparto non la pensasse come noi, i colletti bianchi e lui sembravano delle fazioni diverse, ( dopo pochi anni capii il perchè). In quel momento stranamente pensai che un giorno uno dei miei figli avrebbe potuto spiegarmelo, visto che la mia cultura era medio-bassa.
A fine settimana rividi la mia ragazza che mi annunciò di essere rimasta senza lavoro, aveva dato le dimissioni, inoltre aveva avuto dei problemi con l'amica che le aveva affittato una camera, per cui era anche senza un tetto. Le suggerii di non preoccuparsi visto che lei aveva da parte "i risparmi di una vita" ed io una macchina dove poter alloggiare, l'unica difficoltà che si presentava erano i miei turni di notte. Lei si sentiva protetta, perchè durante la notte passava una guardia giurata che le chiedeva i documenti, questo durò fino a quando lei non trovò un nuovo lavoro a tempo determinato alla rinascente ed affittammo un alloggio ammobiliato condiviso da un'altra ragazza, naturalmente con bagno e frigo comune...

sabato 27 febbraio 2010

COMPLEANNO

Sessant'anni, ma non li dimostri:
solito ambito (per loro) complimento.

Ma io li ho tutti, nessuno
dimenticato e/o rimosso, uno
sull'altro, nessuno cancellato:
ora che l'occhio della mente
è spalancato ora che il tramonto
esplode di colori, perchè negare
questi anni di saggezza e di rigore
anni pensosi, di ricchezza
d'anima di pienezza di luce
anni dell'assaporare e del centellinare
anni della contemplazione e del distacco
anni di mitezza e nuova forza,
di libri, amici e ritrovata
armonia con le cose, anni
di pudore e silenzio, di pietà
(anni di più vicina verità).

mercoledì 24 febbraio 2010

LE ROI ...ottobre 1973 decimo punto

Doveva essere una notte da re, infatti ordinai la suite più bella dell'hotel e chiesi che mi fosse servito lo champagne da me preferito. Dentro di me sapevo che quella doveva essere una notte da ricordare per sempre. Era un bellissimo sogno diventato vero, la realtà che stavo vivendo superava di gran lunga la fantasia che diventava sogno, ma vivo, palpabile, da gustare. Il suo corpo caldo mi rassicurava, mi faceva sentire un uomo che avrebbe potuto scommettere su se stesso ed ogni volta che sfioravo la sua pelle ne ero sempre più convinto. L'alba arrivò in fretta, quasi a salutare la meraviglia della notte, dopo aver osservato quei meravigliosi colori mi addormentai sul suo seno fino a sera inoltrata, a quel punto ci avviammo verso Torino. Lungo il percorso la voglia di riabbracciarla era forte, ormai la sentivo mia, davanti all'uscio di casa sua la salutai e già il pensiero di star lontano da lei un solo giorno mi faceva intristire come la nebbia che si era infittita.
Tornando a casa mille pensieri mi sfiorarono: - " cosa avrei potuto offrire a questa donna in futuro, visto che si viveva un momento di congiuntura?" Mi risposi che avevo ben poco,nello stesso tempo mi sentivo più forte e pronto a difendere il mio posto di lavoro, adesso avevo un motivo in più. La notte del lunedi, quando si ricominciò a parlare alla Fiat degli esuberi e che probabilmente la mia linea di produzione sarebbe stata trasferita altrove, ero deciso a lottare ad oltranza. Ormai c'era in ballo il mio futuro e non solo...

lunedì 22 febbraio 2010

RICORDI DI SCUOLA, ultima parte

Era emigrato infatti in America per lunghi anni e al ritorno si era costruito un gabinetto pensile, con una vasca da bagno, che nessuno mai aveva potuto utilizzare, dato il gran freddo che si sentiva in quel posto gelido e senza condutture di acqua calda. Era rimasta come un grande souvenir, quasi un monumento all’America.
Mi occupavo anche della refezione scolastica e un anno riuscii ad ottenere delle bottiglie di sciroppo ricostituente (erano state la fissazione dei miei genitori), che distribuivo alle mamme degli alunni più magrolini.
Un giorno se ne presentò una, aggressiva, a pretendere lo sciroppo per il figlio che, le feci notare, era un bel bambino florido e robusto.
- M’attocca e me l’jà dà (mi spetta e me lo devi dare) - mi disse torva – lasse che doppo ‘o ghietto int’o cesso (lascia che dopo lo butti nel gabinetto).
Le risposi di andarsi a lamentare col direttore didattico a Baiano: non osò andarci, ma io ci rimasi proprio male.
Non avevo saputo spiegarle che “è ingiusto fare parti uguali tra disuguali” (don Lorenzo Milani).
Collaborava con me il parroco del paese, che una volta, accompagnandomi al Patronato di Avellino in macchina, mi fece uno strano e tortuoso discorso, dal quale risultava che, in altre occasioni… con altre signorine…poi le aveva lui stesso assolte in confessione…
Gli risposi che non mi sarei mai confessata, perché da quando studiavo Filosofia, non ero più praticante…Lui non osò insistere.
Nel ’58 ci furono le elezioni e in paese arrivò la DC (Democrazia Cristiana), con un enorme scudo crociato in cima alla porta della locale sezione del partito, di lampadine bianche e rosse, che di sera restavano accese e illuminavano la piazzetta.
- Signurì – dicevano gli alunni estasiati – pare ‘a allummata! – (luci della festa).
Arrivò anche la televisione, nell’unico bar del paese. La mattina gli alunni mi raccontavano episodi degli spettacoli visti la sera precedente:
Una volta, dopo aver visto “Romeo e Giulietta”, cominciarono a narrarmi la trama, confusamente, dandosi sulla voce gli uni con gli altri, tanto ne erano stati presi. La scena del verone sulle loro bocche suonava così:
Giulietta ‘mpettola (in camicia da notte) ascette fora ‘o barcone e Romeo ‘a sotto ‘a teneva mente (uscì sul balcone e Romeo di sotto la guardava), aroppa se pagliuccava co’ frate cucino d’essa e l’accerette (dopo duellò col cugino di lei e l’uccise): pagliuccarse era proprio darsi le botte.
Ecco un bell’esempio del fatto che, cambiando registro linguistico, la valenza dell’episodio declina dal sublime tragico all’opera dei pupi.
A volte mi trattenevo con gli alunni oltre l’orario scolastico e allora mi facevo accompagnare al treno da S*, con la sua carrozzella.
Una volta cambiò strada e s’inoltrò in aperta campagna, su sentieri di terreno battuto, dove la carrozza procedeva con difficoltà. Gli chiesi: - come mai avete cambiato strada? – (nel meridione è d’uso il voi).
Mi rispose: - di qui si arriva a un campo di grano, dove nessuno ci può vedere…-
S* era un uomo sui quarant’anni, un po’ pingue, piacente credo nel suo contesto, ma per me un estraneo, che in quel momento mi fece paura…La voce mi morì in gola e non seppi far di meglio che mettermi a piangere…Tremavo tutta.
S* mi guardò, fece voltare il cavallo e mi accompagnò alla stazione in silenzio.
A Quadrelle rimasi ad insegnare per otto anni, dal settembre 1952 al giugno 1960.
Per trasferirmi a Napoli dovetti rifare il concorso magistrale e fui assegnata alla scuola di Marianella, una frazione di Napoli.
Una mattina seppi che uno dei bambini era stato investito da un camion sulla Via Nazionale ed era morto all’istante. - Signurì, steve nu piezzo accà, nu piezzo allà (c’era un pezzo di qua, uno di là) si sentì in dovere di ragguagliarmi macabramente un compagno…Era un bambino sensibile: una volta aveva improvvisamente gridato d’entusiasmo, scoprendo il Vesuvio dalla finestra dell’aula…
Successivamente chiesi il trasferimento a Soccavo, sede più vicina al Vomero, dov’ero andata ad abitare con mio marito, un funzionario dell’Ufficio del Lavoro di Avellino, incontrato in treno durante i miei viaggi da pendolare della scuola. Era un poeta: mi aveva scritto struggenti lettere d’amore quando ancora insegnavo a Quadrelle. Me le mandava quotidianamente per espresso: il postino veniva in classe e me le consegnava (dovevo firmargli la ricevuta), guardandomi con occhi e sorriso maliziosi e interrogativi, ma io non aprivo bocca, limitandomi ad arrossire.
Nel 1966, nonostante avessi due gemelle di tre anni e un maschietto di un anno, riuscii a prepararmi e a superare il Concorso a cattedre di Filosofia e cominciai la mia carriera di docente all’Istituto Magistrale di Montesarchio, in provincia di Benevento.
Di nuovo su e giù nei treni, di nuovo le levatacce all’alba…
L’anno dopo ottenni il trasferimento a Pomigliano d’Arco e finalmente a Napoli, al V Magistrale, che in seguito fu intitolato a Tommaso Campanella, l’autore della Città del Sole.
Era il 1968: formidabili quegli anni…
Ci sono rimasta fino al 1991, quando sono andata in pensione.
Dopo molti anni, sono ritornata a Quadrelle in automobile, con mia cognata.
Già il viale d’accesso non era più lo stesso, fiancheggiato da alberi a perdita d’occhio, ma scorreva tra file di mediocri villette, con striminziti giardinetti.
All’entrata del paese, un edificio scolastico nuovo, con tutti i crismi.
S* e la macellaia erano morti, le figlie di quest’ultima mi accolsero con tiepida curiosità: - Siete la signorina Rosaria? -
Solo un’ex alunna mi riconobbe e venne ad abbracciarmi…
Non bisogna disturbare i ricordi: lasciamoli in fondo alla memoria, custoditi dal tempo, che di anno in anno li pàtina di dolcezza e di malinconia…
Per anni ho fatto un sogno ricorrente, con numerose varianti, ma il nucleo era sempre lo stesso: tornavo a Quadrelle, ma non trovavo più la mia classe e mi dicevano che non c’era più posto per me…Il postino aveva smarrito le lettere…
Quadrelle: le esperienze, le novità, le curiosità, gli amori, i bambini…
Quadrelle: la giovinezza…