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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


giovedì 8 novembre 2007

Noi che con 500lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine

A proposito di album e di figurine panini, questa storiella me la ricordo fin troppo bene,visto che sono nato in un quartiere "povero", 500 lire tutte insieme non le ho mai viste, però,noi, allora bambini, rompevamo le palle ai nostri genitori per farci dare poche lire per comprare queste famose figurine;i miei amici ed io andavamo avanti dei mesi per cercare di completare l'album; alla fine ci trovavamo ad aver speso un grosso "capitale" , per le nostre possibilità economiche di allora, trovandoci con tantissimi doppioni, di figurine che ci scambiavamo tra di noi e nè io, nè i miei amici di tutto il quartiere,riuscimmo ad avere la soddisfazione di completare l'album. Morale della favola, già allora, che ero un ragazzino, avevo capito che tutto questo serviva ad arricchire gli editori o i famosi fantasisti, approfittando dell'ingenuità di quelli della nostra età. Ero già incazzato allora e lo sono di più adesso nel 2007.
Cordiali saluti a tout le mond.
Nicola

2 commenti:

esmeralda ha detto...

Ti credo, caro Nicola, ma non posso ricordarmelo perché sono nata soltanto 22 anni fa! :-)

Tomaso ha detto...

Bellissimi ricordi io ricordo in quei periodi vedevo i più giovani che facevano queste raccolte per riempire i loro album, per me erano altre cose da fare già le responsabilità erano in me lavoravo come garzone in un panificio alzandomi tutte le notti alle 2 per andare ad impastare il pane e poi alle prime lici dell-alba
in giro con una biciclette da trasporto per portare una grande corba piena di pane ai rivenditori,
in quei tempo non conoscevamo giorni festivi erano tre giorni all-anno che il panificio rimaneva chiuso il giorno di Natale, capodanno, e Pasqua le giornate di lavoro erano lunghe sempre sulle 12 ore al giorno, i 3 giorni che rimaneva chiuso si doveva fare il lavoro doppio 24 ore continuate per produrre tanto pane che bastasse