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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


mercoledì 21 novembre 2007

la luce spenta

la luce spenta
non dormono stasera
sogni e pensieri
sotto la pioggia
le rughe verticali
un vecchio aspetta
come una pianta
si staccano le foglie
vento d'autunno
domani ancora
riprende a camminare
in questa vita

p.s. questa robetta che ho scritto è un -renga- ( 5-7-5/5-7-5 ecc) ma non è importante cos'è, importante è quanto sia difficile vivere da sempre per alcuni ed oggi ancora di più lo è così com'è difficile esprimere con le parole quello che si prova vedendo scorrere le immagini...




9 commenti:

Tomaso ha detto...

Io non ci riesco a commentare cose di questa triste realtà, il mondo dove tutti i giorni vediamo che tanti il denaro lo sprecano per veri capricci,
sono cechi di fronte a queste tragedie, dentro di me ce solo un vuoto incolmabile di queste tragedie,
quando si vede, che quasi sempre colpiscono sempre le regioni più
povere.

Il guardiano del faro ha detto...

Pur nella sua apparente dissociazione logica (tipica del renga o tanga giapponese) trovo questa tua breve composizione molto affascinante. Per chi oggi scrive, credo sia questa la nuova "frontiera" da seguire.
Buonanotte, amica.

traccedinchiostro ha detto...

Hai proprio ragione Tommaso, è così come dici, difficilissimo !

Nigel @ non so se sia la nuova frontiera a me onestamente non piace ma sono un'aprendista :-) mi piace al contrario provare e sperimentare ( e in questo caso ho una carissima amica che ha un blog solo su tanka renga e quelle robe li così l'ho fatto )
Forse in certe situazioni particolari come quella proposta, dove le parole difficilmente danno il senso di ciò che si prova, è più adeguato di un altro tipo di lirica.....ma non ne sono per nulla convinta :-))))
grazie ed ormai buon pomeriggio

Il guardiano del faro ha detto...

Cara Lella, qui tocchiamo un argomento molto delicato e complesso, perché nessuno può azzardarsi a dire “dove dovrebbe andare” oggi la poesia.
La poesia, in quanto voce dell’anima, è… e basta. Tuttavia, di una cosa sono certo: andrebbe rinnovata. Sono cinquant’anni che si sente il bisogno di un’estetica nuova, diversa, e la nascita di movimenti che hanno nomi con il prefisso NEO… ne è la prova.
Sempre, nella storia dell’arte, c’è un momento di rottura, una rivoluzione che apre inedite frontiere e traccia novelli percorsi esperenziali. Dunque perché non applicare questo principio anche alla poesia?!
Io credo che dopo l’esperienza ermetista e quella luziana (caso unico e irripetibile) la poesia debba avviarsi verso nuovi orizzonti (che sia il renga - tanga, oppure altro, poco importa) ma c’è bisogno di un processo di rivitalizzazione. Sta nell’aria, è una necessità che si fiuta ogni giorno, ovunque si volga lo sguardo.
Ad una mutata estetica dovrebbero corrispondere nuovi contenuti, anche perché, a mio modesto avviso, la fase intimista è superata e adesso si deve guardare ad altri scenari, quello del mondo esterno, ad esempio, e quello del sociale, cosa che tu hai fatto egregiamente con questa lirica, breve ma stupenda.
Un abbraccio.

traccedinchiostro ha detto...

Il guardiano dice : Dunque perché non applicare questo principio anche alla poesia?!

Bè innanzi tutto secondo me pur essendo d'accordo a linee generali su qanto hai detto, credo che non sia applicabile alla poesia (nel senso che ho inteso ) perchè tutto sommato la poesia è e sempre sarà innovazione in quanto espressione tipica del sentimento umano e segue (imho) ciò che la persona è e non ciò che vuole apparire
Diversamente è mero esercizio di stile ( e siamo onesti ne vediamo e ne abbiamo visti tanti e forse troppi di esercizi del genere fatti anche da grandi autori )

Non sono forse new o neo i poeti della beat generation ? ma non lo sono forse i grandi cauntautori italiani ?
Se ci mettiamo a contare usano gli schemi più 'anziani' della poesia, non c'è canzone che non sia legata alla metrica ( endeca e dodeca sillabi soprattutto ) da Lucio Dalla a Jovanotti passando per chiunque scriva un testo

Hai mai letto Sylvia Plath o Maram al-Masri ? straordinarie (imho ) ma quanto straordinarie sono alcune liriche di Emily Dickinson o della Maraini ? e quanto innovativo era quel portasfiga :-D di Ungaretti ?

" Soldati

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie "

Se avesse voluto metterlo in prosa avrebbe scritto "Si sta come le foglie sugli alberi d'autunno." ma è POESIA ed in quelle 4 righe è riuscito a creare visivamente l'immagine della condizione di 'soldato' in una trincea immaginaria per noi in attesa ( come le foglie d'autunno ) di cadere


Poesia è secondo me riuscire a trasferire a parole un'emozione ma è davvero poesia se si stacca da noi e prende per mano chi legge, non importa se trasferisce la stessa emozione purchè ne stimoli una, ecco solo in quel momento è davvero poesia

grazie per la 'chiacchierata ' Guardiano :-))) e scusate ma certe volte lo so sono logorroica :-))))

Il guardiano del faro ha detto...

Sono d’accordo: la poesia è ciò che siamo e sentiamo e “non mero esercizio di stile”. Qui, se ci fai caso, già ammetti un processo di trasformazione della poesia che, da ricercata e decorativista che era un tempo, è diventata oggi espressione immediata e verso libero, sciolto da qualsivoglia laccio metrico (non me ne vogliano i bravi cantautori e i poeti laureati).
Dato questo assunto, la poesia è già in moto verso nuove frontiere formali, intendendo con ciò la ricerca di un'estetica alternativa, che schiuda nuovi orizzonti e novelle suggestioni, anche al di là del logico e del convenzionale. In questa direzione va, a mio avviso, la poesia del renga-tanga e altre forme “spicciole”, meno organiche, nemmeno classificabili, che esistono e cominciano a riscuotere un crescente consenso, nella misura in cui sono capaci di toccare corde sottili dell'animo umano.

traccedinchiostro ha detto...

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.........

vedi ! lo diceva anche Montale :-)))
e siamo perfettamente d'accordo
notte bella nigel

Il guardiano del faro ha detto...

> e siamo perfettamente d'accordo

Ma allora...allora...si può anche discutere senza litigare!!!
Notte, Amica.
:-)*

traccedinchiostro ha detto...

ehehe questo l'ho letto adesso
guarda Guardiano anche se non fossimo stati d'accordo non c'è proprio nessun ''buon'' motivo per litigare :-DDD

non è più utile discutere tranquillamente nel rispetto delle idee altrui eh?eh?eh?
e pooooi si fa una fatica ad essere incazzatiiiiiiiiiiii *_________^