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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


lunedì 12 novembre 2007

avventura sull'isola che c'è parte 1

La mia avventura ha inizio quando decisi che il luogo dove stavo non era più consono alla mia persona.
ERa lì la mia bella barchetta Blu, la "obergin" si così si chiama, perché assomiglia ad una mezza melanzana ma blu. Dicevo, la mi a barca era lì pronta per la pesca mattutina,che consisteva nella gettata delle reti per pescare emozioni e idee.
la sera prima di partire andai a trovare Nigel su sul faro, portandogli un poco di castagne che sapevo gli piacevano molto con i cavoli freschi in insalata. Entrai dopo aver bussato livemente, lo vidi lì chino sulle carte con una faccia un po' sconfortata e senza il suo solito sorriso rasserenante. Appena mi vide mi disse:"huè guagliò, che cos'hai?" io non risposi, o meglio diedi colpa alla stanchezza del lavoro ed all'assenza di vacanza. Avevo qualche cosa nel groppone, e dopo aver posato le castagne sul tavolo mi sedetti al tavolino davanti proprio al guardiano. Presi la bottiglia di nigerinod il liquore del faro posta proprio sul centro e versai un po' di quel nettare nel mio bicchiere. Ne versai anche a Nigel che preso dallo scrutare delle sue carte non si accorse immediatamente del bicchiere pieno e delle castagne. Attesi qualche attimo e finito il suo lavoro il viso di Nigel si iluminò alla vistta delle castagne e del bichiere pieno. mi ringraziò con il suo sorriso confortante e lasciò da parte le sue carte. presi il bicchiere e attraverso la luce fievole della lampada appesa al soffitto, guardai la limpidezza di quel nettare che solo il guardiano riusciva a fare così mirabile.
Dopo il nostro solito santé, ci scambiammo uno sguardo di intesa perché sulla bottiglia c'era impressa la foto di lui con un grosso pesce, facendomi intendere che era un piccolo fotomontaggio per rendere il luk della bottiglia più carino. Iniziammo a parlare del più e del meno, ed io all'improvviso gli scagliai addosso queste parole:"nigel, io me ne vado!" mi guardò sbalordito, e spiegai velocemente cosa volessi fare.
Alle mie spiegazioni annuiì, e si voltò verso la finestra che dava sulla piaggia. Lo aiutai a girare la lanterna del faro nel giusto verso e dopo salutai il mio vecchio amico, dicendogli che un giorno non troppo lontano ci saremmo rivisti.
Il profumo del suo liquore mi lasciava quel ricordo un po' scanzonato dei momenti migliori. Chiusi la porta sapendo che quella era l'ultima volta che scedevo quelle scale.
La mattina dopo molto presto misi la mia Obergin in acqua e lasciai quella spiaggia con il cuore pieno di tristezza.
Luca.

8 commenti:

OCEANIA ha detto...

Ho letto il tuo racconto ascoltando keane, hai l'animo tristo? Quando ho momenti tristi, mi stendo sul tappeto chiudo gli occhi svuoto la mente, e mi sento il corpo più leggero.......penserai che sii una pazza invece no ti senti bene, opppure quando mi sento nervosa faccio delle respirazioni profonde anche delle apnee......Nella vita non bisogna mai buttarsi giù ricordatelo,pensa sempre alle belle cose.....

Angela ha detto...

una separazione davvero drammatica anche se molto ma molto fantasiosa :)
stiamo scoprendo tutti un luca inedito e simpatico

OCEANIA ha detto...

Potrebbe scrivere libri di narattiva...........

Tomaso ha detto...

Caro Luca, caro Nigel,
mi a molto emozionato sentire del vostro incontro al faro, sicuro che Nigen sarà rimasto contento della tua compagnia, quel brindisi lo sentito pure io, virtualmente ero li con voi,
quanto a te con la tu barchetta blu, vai e vai nella direzione ignota non spaventarti se il mare e molto mosso
troverai di certo quella isola che c'è li potrai rifocillarti e troverai quella tranquillità che cerchi, la tua tristezza svanirà in un baleno.

Il guardiano del faro ha detto...

Ciao, Luca!
Un bel racconto, il tuo, non c'è che dire, intanto perché ci sono anch'io e poi perché vi ho notato una lieve vena di tristezza, dovuta al fatto che quando si lascia un luogo, pure se ti ha deluso, rimane sempre un po' d'amaro in bocca.
E non aggiungo altro, anche perché sono curioso di leggere le prossime puntate.
Vuoi vedere che ci ficchi pure qualche acchiappanza spicciola, che a te non manca mai...
Ah se ripenso a tutte le pulzelle che m'hai portato via!
Lasciamo perdere, va, ché questa è l'isola della concordia e degli amici veri...
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^__^

Mutthleys ha detto...

No nigel, le acchiappanze non ve ne possono essere, visto che le ho già tutte esposte quando ti sono venuto a trovare.....tu dici Tiziana?...bhe....em...chi è Tiziana?....non ricordo chi sia!
isomma, quando si lascia un posto vi è sempre una sorta di malinconia no? Aspetta tommaso, vedrai poi vedrai! :-D
intanto mi preparo oggi vado a fare arte scenica e storia della letteratura drammatica. a presto,
Luca.

riri ha detto...

Caro Luca, sei sempre sorprendente, piano piano vengono fuori risvolti inediti, che commuovono, che fanno pensare,ma l'amicizia è anche questo condividere momenti particolari, parlarne. Bella l'inizio della tua avventura....se mi aspettate vi porto anch'io qualcosa sul faro, quando vi ritrovate, non poesie, ma un bel piatto di pasta al forno.
Luca, con o senza besciamella?
Un abbraccio ed un sorriso :-)

Mutthleys ha detto...

allora con besciamella ma senza noce moscata sono allergico!