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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


lunedì 12 aprile 2010

Il vino e l'ICT



Piove da giorni, senza sosta. L’aria è umida, una patina si è depositata sulle foglie e non accenna ad andarsene. Sul computer di Augusto Cappellano, che a Serralunga d’Alba ha quasi quattro ettari di vigneti, arriva un messaggio: «Attenzione, con queste condizioni atmosferiche la tua vite rischia seriamente di sviluppare la peronospora». C’è da correre ai ripari immediatamente. La peronospora è un fungo che si diffonde a una velocità fulminea e crea sfracelli: i chicchi d’uva rinsecchiscono totalmente, sono da buttare. Se così fosse, addio vendemmia. Ma così non è, perché il produttore è stato avvisato in tempo, può intervenire con un anti-parassitario e stroncare sul nascere l’epidemia.

Tutto merito del wireless. Nella Langhe hanno cominciato a usarlo qualche settimana fa. E Augusto Cappellano, che oltre a produrre vino presiede Viniveri, un consorzio di imprenditori che hanno fatto del biologico una bandiera, ha l’aria soddisfatta: «Con questo sistema riusciremo a intercettare le malattie delle piante prima che possano creare danni, e soprattutto utilizzeremo le contromisure - antiparassitari, rame e zolfo - solo quando strettamente necessario». Il sistema, finanziato dalla Regione, è stato messo a punto nei laboratori di Csp, il centro per l’innovazione nelle Ict con sede a Torino, ed è in fase di sperimentazione in alcuni vigneti delle Langhe: una stazione di rilevamento tra i filari, alimentata con un pannello solare; una serie di sensori che raccolgono informazioni su temperatura, umidità, agenti atmosferici; un sistema wireless che trasmette i dati sfruttando la rete Internet; alcuni rilanci che fanno arrivare le informazioni a Torino, dove un cervellone le elabora. Tutto in pochi secondi. «Un minuto dopo parte una mail indirizzata al produttore», spiega Roberto Borri, direttore Ricerca e sviluppo di Csp. «Contiene un report con tutte le informazioni utili sullo stato di salute dei filari e sulle patologie che potrebbero sorgere».

Una mezza rivoluzione. Oggi la prevenzione delle malattie è affidata alla tradizione e all’esperienza dei vignaioli: «Quando la vigna ci sembra a rischio la sottoponiamo a un trattamento», racconta Cappellano. Anche in condizioni normali, periodicamente, si cospargono le foglie con sostanze per difenderle da agenti patogeni. Il controllo delle variabili climatiche, inoltre, viene effettuato a campione dagli enti pubblici e dalle associazioni di produttori, che poi comunicano alle aziende la situazione generale, ma non il dettaglio dei singoli vigneti. «A volte le “cure” si rivelano superflue, si finisce per imbottire inutilmente il terreno di rame e zolfo». Oppure, al contrario, c’è chi sottovaluta gli allarmi e trova le piante infestate da funghi, parassiti e malattie: acinellatura, muffa, oidio, peronospora, tignola, tanto per citarne alcune.

Il meccanismo messo a punto a Torino, invece, è scientifico: «Possiamo sapere con certezza e in tempo reale quando la vigna sta per ammalarsi», assicura Cappellano. Ridurre i trattamenti, per chi fa agricoltura biologica, è quasi un imperativo. Non farne più del necessario, per tutti, significa risparmiare tempo e denaro, oltre a salvaguardare i terreni. «Da qualche anno la Regione dispone controlli per verificare la presenza di metalli pesanti nella terra».

Roba da ricchi, dirà qualcuno. Quanto conta installare sensori, stazioni di rilevamento e usufruire del servizio? La risposta è secca: «Meno di spargere zolfo e rame anche quando non è necessario».

10 commenti:

ultimobandito ha detto...

grazie alla tecnologia, anche quest'anno berremo un bel bicchiere di vino.

il monticiano ha detto...

Grazie Nico', finalmente una bella notizia e che notizia!
E poi grazie ancora perché finalmente,come vedi la mia ignoranza non ha limiti, sono venuto a sapere che cos'è la peronospora. Ne ho sentito parlare qualche volta ma non ne sapevo nulla.

Caterina ha detto...

Ciao Nicola,
piove anche da noi che in genere fa bene alle nostre piante.
G. tratta diligentemente il suo piccolissimo vigneto. (c'é uva solo per mangiare:)).Peró ho la sensazione che usa troppo dei prodotti chimici.Sarebbe molto utile per lui quel wireless:)).Da noi non esiste purtroppo.
Baci

Luigina ha detto...

Evviva la tecnologia al servizio della qualità della vita e della ..vite. Bravo Nicola!

Milo ha detto...

Grande inovazione!!

Meno antiparassitari e controllo mirato della vigna! Risultato: ottimo vino e meno porcherie nel bicchiere.
Cambiando di poco argomento: ultimamente ho notato il diffondersi di bottiglie di rosso esenti da bisolfito! (da agricoltura biologica, tra l'altro) Con il tannino naturale delle bucce (antociani) e rispettando una pulizia estrema dei tini e temperature controllate si arriva a imbottigliare senza l'odiata (da me e non solo da me) anidride solforosa (quella che dà il mal di testa per intenderci e puzza leggermente di zolfo).
Sono molto contento per queste innovazioni a cui il vino va incontro. Perché io amo il vino, anche se ho smesso di berlo.
Sic!

Un abbraccio!
^_____^

desaparecida ha detto...

....ecco in realtà passavo per un saluto a voi isolani! :)

Gabry ha detto...

La tecnologia è fantastica non deturpa la natura e arricchisce l'uomo con un prodotto veramente genuino....

Un saluto e buona girnata!

Pupottina ha detto...

ciao Riri, non lo so se è il tempo ma ho un mal di testa tremendo che mi dura da giorni... scusa se sono stata un po' assente
un abbraccio

Guernica ha detto...

Interessante Nicola!:)
Sai che io sono curiosa di tutti gli argomenti.
Mio nonno da buon produttore sarebbe stato felice di questa notizia...ricordo che odiava spargere zolfo e rame.

Un bacio a tutti!

Pietro ha detto...

Ciao Nicola! Una bella notizia molto interessante e ben descritta.
Forse se il vino fosse davvero totalmente puro e senza tracce di prodotti chimici (solo succo d'uva, intendo!!) piacerebbe anche a me!
Buon mercoledì! :-)