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Il gadget che stava qui è sospeso per 24/48/60 ore.
Stiamo valutando una soluzione alternativa.
Ghe pensi mi, così si espresso il Presidente dell'Isola che ha già riunito un'apposita task force che si concentrerà per trovare la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
Nel frattempo nell'Isola c'è agitazione.
Pare esistano forme di vita intelligenti.
Il Presidente è sconvolto dalla raggelante novità.


sabato 13 giugno 2009

IL GIORNO CHE MI CHIEDESTI

Una sera dicesti: non voglio crescere
- sentivo il tuo peso sul ventre
( poter tornare al soffice umido grembo
perfetta armonia della simbiosi )
nella penombra i capelli mandavano
lampi dorati: avevi paura da quando
- leggevo una lettera/favola di Gramsci
a Delio - gridasti perchè
perchè quel babbo era in carcere
e seduto sul letto sbarravi gli occhi
con le braccia protese a respingere
quel mondo d'atroci ragioni, così
diverso dal nido in cui t'assediavo
incauta d'amore e di troppa dolcezza;
da quando - ah il tuo offeso stupore - ti dissi
che non era sua la casa che costruiva
il muratore in bilico sull'impalcatura
quasi un balletto ai tuoi occhi deliziati;
il giorno che mi chiedesti perchè i grandi
sono tutti tristi o arrabbiati, io agghiacciai:
finiva la tua infanzia d'oro e allegria -
da allora aspetto il tuo atto d'accusa
ma già lungamente sto scontando la pena.

8 commenti:

JANAS ha detto...

brividi...mi ha fatto venire i brividi questo post!
la metafora del muratore che lavora per costruire una casa che non sarà sua...
e la percezione della perdita dell'infanzia nel momento in cui, si leva il velo, e inizi ad osservare il mondo degli adulti, e scopri che spesso ..troppo spesso è avvolto da rabbia e tristezza, per tutto i sogni che hanno abbandonato, per tutte le attese che sono rimaste tali, o si è deciso di rinunciare, per il bambino che hanno soffocato dentro se...
anch'io a guardare gli altri e a guardare me, spesso nei loro occhi ci vedo un bambino triste che aspetta di essere ascoltato!!

riri ha detto...

Mia amata, quando lessi la prima volta questa tua bellissima poesia piansi..per ore, mi sembrava un pò dedicata anche a me. Adesso mi viene in mente la testa dorata e sorrido, ora che lui è un uomo, ora che io sono cresciuta, un pò nella tua casa, un pò nella tua mente, cambiata, per le parole che hai saputo dirmi, in ogni momento, quanto ti chiedevo aiuto, per vedere più chiaro, fuori e dentro di me. E tu Luce, mi hai sempre sorriso, anche adesso che sei lontano, ma vicino, ho la tua foto sul comodino, con un fiore..e vedo due fiori..e ti vedo presente, nella mia vita, sempre, anche oltre..

calendula ha detto...

sai è una bellissima poesia, ma pur avendo gia 30 anni non mi ci ritrovo, posso dire di essere fortunata e forse anche la musica mi ha aiutata a non essere disincatata

Caterina ha detto...

É commovente questa poesia, piena di sentimenti profondi molto tristi di una vera madre.
Grazie di poter leggerti!

pierangela ha detto...

buona domenica!

Gabry in blog Belella ha detto...

Mi riporta indietro questa poesia quando incominciai a capire che le difficoltà si celavano dietro al sorriso e agli abbracci dei miei genitori e che la vita non era proprio tutta rose e fiori ma bisogna lottare per andare avanti e concquistare qualcosa giorno dopo giorno perchè nulla ci era dato nulla ci era dovuto ma tutto andava conquistato.
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Sveglia !!!
Buongiorno!!!
Buona Domenica!!!

Un abbraccio enorme da Napoli a Torino e ritorno!!!

marcella candido cianchetti ha detto...

buona giornata su bb ho dato il buon giorno con una chicca

marcella candido cianchetti ha detto...

ho sbagliato a scrivere è facebook ciao